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Amare, quello è l'importante Neffa mette in musica la sua vita e i suoi sentimenti
Cuccare per il gusto di cuccare? No, grazie. Neffa e l'amore hanno un rapporto più profondo. Meno avventure, più testa. E tanto spazio al sentimento capace di rendere forti e felici. Lui e la sua signorina, d'altro canto, stavano bene insieme, come cantava Giovanni Pellino, in arte Neffa. Alle prese col nuovo album "i molteplici mondi di Giovanni, il cantante Neffa", dopo il successo estivo del singolo "Prima di andare via" (pluripremiato al "Festivalbar"), scopri un personaggio che non t'aspetti.
Tu che davi la caccia a quella "bellissima forse un po' troppo per te" ti unisci al coro di "Evviva il latin lover"? No. Credo che l'amore, sia nel viverlo in una dimensione a due ma anche in una più allargata, ci renda più forti, più felici, capaci di vivere meglio le cose importanti della vita separarle da ciò che, al contrario, non è che apparenza.
Un amore che spesso non si comprende a pieno. Come quello di Ulisse, personaggio cui è dedicata una canzone... Sì, "I viaggi di Ulisse", è il brano che chiude l'album e ho scelto di fare di Ulisse il simbolo di chi passa la vita a porsi senza sosta interrogativi troppo grandi per lui. E che, soprattutto, spesso non hanno risposta. Così corre il rischio di trascurare di vivere la semplicità e la bellezza di ciò che ha intorno, a partire da sua moglie Penelope. Credo che questa eterna ricerca, se non è sostenuta dalla capacità di sapersi fermare e godere del tempo, dell'amore degli altri, e del proprio amore per gli altri, si traduca in un'eterna fuga senza senso.
E la solitudine? La solitudine fa parte della vita di una persona. Ma è non è che l'ultima spiaggia verso cui ci spinge il sistema produttivo di cui facciamo parte.
Neffa parla molto di vita vissuta... Sì, quello che cerco di raccontare è quanto ho vissuto in questi ultimi tempi, sono il mio ritratto e al tempo stesso il ritratto di chi è stato ed è intorno a me adesso. Racconto vita vissuta, quindi, storie e situazioni d'amore e di solitudine.
Dal punto di vista artistico qual è la novità vera del tuo ultimo lavoro? Le canzoni, o meglio, la mia capacità e volontà di partire dalla forma canzone e scrivere dei pezzi belli da cantare e capaci di emozionare come solo le grandi canzoni sanno fare. Ho lavorato rimanendo ancorato all'idea canzone, e ho soltanto cercato di scrivere le migliori che potevo.
Un cd nato dopo una lunga meditazione... Sì, i tempi di preparazione sono stati lunghi e altrettanto brevi in fase di realizzazione. Ho dovuto lavorare più da musicista sulle canzoni e per fare questo avevo bisogno di imparare a suonare uno strumento seriamente. Oltre al piano, che avevo iniziato a strimpellare durante la lavorazione del precedente album, mi sono buttato sulla chitarra, e nel giro di un po' di tempo sono stato in grado di tirarci fuori il necessario per poter iniziare a scrivere.
1
ottobre
2003
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