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«Convivere, sì ma non per prova»

Parla Sarah Maestri, la bella Virginia di "Centovetrine"

Proprio ieri ha compiuto 25 anni. I nostri auguri si aggiungono alla pioggia di mail, telefonate e messaggini che ha ricevuto da amici di tutta Italia. Una festa lunga settimane per Sarah Maestri che ha iniziato a festeggiare il compleanno il 13 dicembre e proseguirà sull'asse Roma-Milano. Chissà quanti regali... Sì. Tanti, e con i pacchetti ancora integri. Perché mi piace tenerli lì e morire dal desiderio di sapere che cosa c'è dentro. Magari aspetto il Natale per aprirli e poi inizio, uno al giorno. Son proprio una bimba da questo punto di vista.

E che regalo vorresti per il 2005, senza fiocchetti e pacchetto?
Vorrei aprire la porta e trovare Quentin Tarantino che mi offre di fare un film... Non male... Beh, visto che è un sogno, tanto vale sognare in grande.

Che anno è stato il 2004?
Anno bisesto, anno funesto per dirla con un proverbio. Non è stato un bell'anno, a parte tutto. Mi aspetterei un po' più di tranquillità.

Sei fidanzata?
No, mi sono lasciata da poco dopo una storia lunga.

Separazione traumatica?
Quale storia finisce senza traumi... ma sono una tipa forte da questo punto di vista.

Che idea hai della convivenza?
Non è male. Ma non va vissuta come un banco di prova. Hai i doveri del matrimonio senza averne i diritti. Chissà, forse quando col matrimonio ti giuri amore eterno ti senti in qualche modo più legata... Però tante convivenze finiscono male... Purtroppo col tempo è venuto a mancare il legame duraturo.

Però convivendo conosci bene la persona che ami, no?
Penso che neanche dopo vent'anni, però, conosci a fondo una persona veramente a fondo.

Insomma, tu conviveresti?
Abito sola da anni. Però è logico che quando hai una storia lunga lui sempre più spesso si ferma a dormire da te, arredi la casa con il suo aiuto. In qualche modo si convive. Ma, ripeto, l'importante è non prendere la convivenza come necessità di mettersi alla prova.

E come convivi, invece, col personaggio di Virginia?
Bene. Per strada la gente ti osserva, ti squadra, ti riconosce e ti identifica in quel personaggio. A volte è un po' imbarazzante, ma io vivo tranquilla. Faccio la spesa, prendo il tram, vado all'università pubblica. Io sono Sarah. Se poi gli altri pensano che io sia solo Virginia, pazienza.

22  dicembre  2004
Lorenzo Cresci

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