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sotto le lenzuola 
Vedo, apprezzo, slaccio
e sfilo

Gli uomini impazziscono per la biancheria intima; le donne sanno che è una straordinaria arma di seduzione. E il business s'impenna

Autostrada A7 Genova-Milano. Giganteschi pannelli luminosi ricordano che la cintura allaccia alla vita, che con la cintura si salvano vita e patente, che se si sta sulla corsia più a destra si risparmiano 5 punti. Poi s'arriva in pianura e un gigantesco sedere femminile, largo almeno dieci metri ma ben proporzionato e posto in corrispondenza di un cavalcavia, mette in discussione tutto: tenuta di strada, corsie, attenzione e concentrazione sulla striscia d'asfalto.

Perché non si può non osservare, invece, la striscia (minuscola) di stoffa, quella che copre appena quel sedere che una volta era di Michelle Hunziker, oggi appartenente a un nome meno conosciuto. Ma che è sempre un gran bel vedere anche se, alla fin fine, si tratta di una pubblicità di intimo famosa in tutta Italia.

Che c'entra questa storia? C'entra eccome, perché di lingerie, sederini e tette si parla ogni giorno, perché quel che si mette (e con piacere si toglie) oltre che un interesse fisico e sessuale ha un risvolto puramente economico. Ed è diventato persino logico trovarsi due chiappe gigantesche in mezzo all'autostrada. Perché la lingerie è diventata così importante nella vita quotidiana, specialmente in quella di coppia? Perché - sostengono gli esperti - reggiseno e mutande hanno la capacità di mettere a nudo l'essenza di una donna, ne svelano e tratteggiano il carattere.

Gli uomini, poi, impazziscono all'idea del "vedo-non vedo", che ha di gran lunga scacciato il "vedo nudo" diventato di moda negli ultimi decenni. Secondo un sondaggio, i maschi italiani vorrebbero sempre vedere le proprie compagne con una biancheria che lasci spazio all'immaginazione: ecco perché la moda - quantomai attenta alle tendenze psicologiche delle persone - sta ripensando sempre più seriamente alla coulotte della nonna, decidendo di prepensionare il perizoma.

Questo per la psiche maschile. E per quella femminile? Con l'intimo non si raccontano bugie. Un abito può servire a mascherare il corpo e i messaggi mandati dal corpo. Ma reggiseno e slip no! Anzi, spesso finiscono per trasformarsi in un implicito invito ad andare oltre. L'intimo è un'arma di seduzione e le donne ormai lo scelgono non solo in base alla comodità, ma a seconda di gusti, desideri, obiettivi futuri, voglia di lasciarsi apprezzare e vedere. Ovviamente con differenze tra donna e donna, tanto da poter persino tracciare un collegamento diretto tra carattere e abbigliamento intimo.

Allora accettiamo lo "psico-gioco" proposto dalla rivista "Benefit" su questo argomento. La signora che indossa fiori e volant è romantica; quella che usa corsetti e guepiêre è pin-up. La lolita non rinuncia al candido bianco o si concede sfumature rosa, sempre in nome di una malizia legata all'innocenza. La glamour è signorina guarda-firme, mentre l'autentica seduttrice indossa pizzi, sete e tessuti preziosi con grande fascino e sensualità: tanga e perizoma di seta, body con reggicalze sono i preferiti. La sportiva indossa tessuti naturali ed elasticizzati, mentre l'androgina indossa biancheria rubata dal cassetto del partner e si sente a suo agio con un bel boxerone maschile. Infine la raffinata, mai volgare: seta, pizzi, tulle ricamato. Indossa lo slip a vita alta, colleziona sottovesti elegantissime. Sarà davvero così?

14  aprile  2004

  Lorenzo Cresci
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Un affare mondiale
Ormai si tengono saloni internazionali dedicati esclusivamente alla lingerie. Segnale, questo, che il business è importante. Ecco allora alcuni numeri. Ogni donna europea, nel 2003, ha speso per l'intimo in media 102 euro al mese, contribuendo a far impennare il fatturato a 2,6 miliardi di euro. Non male se si pensa che si tratta di mutandine e reggiseni. Le più spendaccione sono le ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni (134 euro mensili). Non scherzano però le signore di mezz'età: la fascia 55-64 anni spende 120 euro al mese. Ad abbassare la media è la fascia tra i 35 e i 44 anni che spende in media 96 euro. Gli uomini? Quelli di età inferiore ai 35 anni iniziano a essere habitué dei negozi di intimo, acquistando boxer attillatissimi ma anche minuscoli tanga.
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