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sotto le lenzuola 
Porte aperte all'omosex

Un sondaggio rivela: per gli italiani non c'è differenza tra amore gay ed etero

Da sempre l'argomento omosessualità divide le opinioni e provoca discussioni dai toni forti. Riemergono vecchi stereotipi, antipatici luoghi comuni e commenti offensivi. Nonostante la storia abbia mostrato che l'amore tra persone dello stesso sesso sia possibile, almeno fino a pochi anni fa, uomini e donne omosessuali sono stati costretti ad affrontare una lunga serie di censure e condanne sociali a causa della loro "natura".

Ma qualcosa in Italia sembra stia cambiando, a livello sociale e forse anche politico. Almeno a giudicare dal quadro tratteggiato da un'indagine statistica condotta dall'Eurispes secondo cui gli italiani oggi più che mai siano diventati aperti e tolleranti verso le relazioni omosessuali. Tanto che ormai la metà degli italiani (49,2% per la precisione) pensa all'amore tra gay esattamente come un qualsiasi altro rapporto eterosessuale.

Un altro 32,8% ha poi dichiarato di accettare l'omosessualità a patto che non sia praticata pubblicamente. Come dire, va bene tutto, ma i baci in pubblico tra esponenti dello stesso sesso sono ancora troppo "audaci". Non a caso le recenti effusioni lesbo tra Madonna e Britney Spears o quelle tra le Tatu hanno scatenato un gran polverone.

Complessivamente, quindi, solo il 10,3% ritiene che l'omosessualità sia ancora immorale e condannabile. In base alla ricerca Eurispes le donne si dimostrano più aperte, rispetto agli uomini, nei confronti dei gay e li accettano più volentieri nel proprio giro di amicizie. Il 55% delle intervistate ha affermato che i rapporti gay hanno il medesimo valore di quelli etero, contro il 43% degli uomini.

In generale i maschi italiani sembrano un po' meno tolleranti, visto che il 12% di loro vede i rapporti gay come immorali, contro l'8,5% delle donne. Gli uomini, d'altra parte, preferiscono trovare un compromesso: la maggior parte di loro accetta l'omosessualità, a patto che non sia praticata pubblicamente al pari di un rapporto eterosessuale.

Secondo la statistica diffidenza fa rima con scarsa cultura. C'è infatti un rapporto di proporzionalità diretta tra titolo di studio e tolleranza nei confronti dei gay: scarsa tra chi ha solo un diploma di scuola elementare (25%), alta tra i laureati (52%).

Sin qui la nuda statistica, ma cosa accade realmente nel Bel Paese? Siamo proprio sicuri che siano caduti tutti d'un colpo tabù, pregiudizi e luoghi comuni antichi come il mondo? Oppure dichiarare la propria scelta omosessuale può rivelarsi per paradosso ancora un'arma a doppio taglio?

19  novembre  2003

  Lorenzo Bellini
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Un gay in famiglia
Capita spesso che l'ostacolo più grande per un omosessuale sia affrontare la reazione di parenti e amici alla scoperta della cosa. La stessa ricerca dell'Eurispes ha chiesto come ci si comporterebbe se il proprio figlio ammettesse di essere omosessuale. Anche qui le percentuali sono confortanti: il 59,9% ha dichiarato che, superata la sorpresa iniziale, non avrebbe problemi ad accettare la natura del figlio. Il 9,1%, poi, accetterebbe la cosa, ma chiedendo di non sollevare più l'argomento. Il 16,4% rimanente, però, non riuscirebbe assolutamente ad accettare il fatto e alcuni tenterebbero persino di "curare" il figlio, quasi come fosse malato.
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