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sotto le lenzuola 
Single: monolocale, multisorriso

Un'indagine dell'Istat conferma l'aumento delle famiglie "mononucleari" in Italia

Poco più di dieci anni fa una donna non sposata era una zitella, un uomo solo destava sospetti e i separati venivano biasimati o commiserati. Oggi sono tutti single. O quasi. Da un'analisi condotta dall'Istat, emerge infatti che le famiglie mononucleari in Italia sono in vertiginoso aumento e la tendenza è diversificata per sesso e fasce d'età.

Secondo lo studio, tra i motivi che spingono le persone a vivere da sole, fino ai 44 anni prevale la "voglia di libertà" negli uomini (6,7% contro il 4,4% delle donne), ma tra i 45 e i 64 anni le differenze tra i sessi si appiattiscono per cedere il passo alle donne dai 64 in su (37,7% contro il 13,9% degli uomini). L'emancipazione della donna, con il conseguente aumento delle separazioni e la diminuzione dei matrimoni, ha portato gli italiani, nel volgere di pochi anni, a una migrazione imponente dalla famiglia... al monolocale.

Una tendenza che forse si nutre di stereotipi sui single che, in realtà, non sono sempre veri. Il termine "single" richiama infatti alla mente rampanti professionisti che aggrediscono la vita a morsi avidi, frequentano i locali più esclusivi nelle notti cittadine e guidano auto sportive o cabriolet. Molti film continuano a mostrare la "nuova donna", la single convinta, come una tipa tosta che esce alle 11 di sera, si infila in un bar da sola o con un'amica, beve il suo superalcolico, si guarda intorno senza tanti complimenti e abborda o si fa abbordare dal più bello del locale per finirci, al più presto, a letto.

Al cinema il single è quasi sempre bello fisicamente, dispone di una casa di sua proprietà, ha un bel lavoro, spesso una macchina e una valanga di amici con cui condivide gioie e dolori quotidiani. Single significa libertà d'azione ma, a volte, anche solitudine.

Se questa è l'immagine che di essi viene propinata dai mass media, la realtà è spesso assai diversa. È sempre più difficile, infatti, ritagliarsi spazi per il tempo libero e farli coincidere con quelli delle persone con cui si vuole condividere la propria condizione. Esistono davvero i single per scelta? A chi non piace amare o essere amato? Ecco allora che affermazioni del tipo: «Sono un single convinto» suonano più come una maschera o un filtro protettivo in attesa dell'incontro che può di colpo stravolgere tutte le certezze. Alla faccia dell'Istat e delle sue ricerche.

21  maggio  2003

  Alessandro Moretti
  dalla rete
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Sesso: incertezza e normalità sono dati di fatto
I numeri possono abbattere i miti e le leggende che condiscono le chiacchiere sul sesso. Innanzitutto l'uomo che non deve chiedere mai è in via d'estinzione: il 59,2% degli intervistati dall'Istat dichiara di provare incertezze e preoccupazioni in fatto di prestazioni. Il 42,6% ammette disturbi sessuali e il 70% ne parla con il partner. Anche le trasgressioni subiscono dai dati un importante ridimensionamento: solo il 2,8% dichiara infatti di aver avuto rapporti con più partner nello stesso tempo, l'1,7% confessa di aver fatto sesso di gruppo e un esiguo 0,8% ha provato il sadomaso. Tra le donne il 31,9% delle nubili non ha un'attività sessuale frequente e per quasi il 38% delle coppie stabili un rapporto sessuale alla settimana è la media.
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