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sotto le lenzuola 
Per pochi centimetri in più

Migliaia di italiani vogliono allungarsi il pene

Quando si dice: per qualche centimetro in più. Il maschio moderno, a quanto pare, ricorre all'aiuto del chirurgo plastico pur di avere un apparato genitale più lungo, "competitivo", in grado, insomma, di non sfigurare nei confronti degli altri e agli occhi di una donna. Si chiama "sindrome da spogliatoio": il paragone tra le dimensioni del proprio pene e quello degli altri. Una fissazione che colpisce un italiano su cinque intorno ai 35 anni.

Lui si vergogna di mostrarsi nudo, teme di far brutta figura perché crede che le dimensioni rappresentino la virilità, la potenza e la supremazia. E ogni anno raddoppiano in Italia le richieste per allungare chirurgicamente il pene. Solo al Policlinico dell'Università "La Sapienza" di Roma, sono arrivate in un anno ben 300 richieste di intervento. Tante, tantissime, anche se poi "sotto i ferri" ne sono finiti solo 50.

Solo il 20% ricorre al chirurgo perché ce l'ha veramente "piccolo", inferiore ai 7 centimetri. Gli altri uomini lo fanno per problemi estetici e la stragrande maggioranza perché ha un rapporto difficile con il proprio corpo o perché psicologicamente si sente inferiore, meno "macho" e di conseguenza ha problemi con il gentil sesso. Il problema è che questi uomini spesso continuano a non vedersi "normali" anche dopo l'operazione.

Le tecniche utilizzate per aumentare la circonferenza sono: innesti di grasso e derma sottocutaneo ("dermal fat graft"), trasferimento di grasso autologo ("autologous fat transfer"). I risultati migliori si ottengono prendendo il grasso dell'inguine o delle natiche. Gli innesti, a strisce longitudinali o a strato unico, si effettuano su tutta la circonferenza del pene.

Il costo dell'operazione? Può variare tra i 5 e i 10mila euro per un intervento che dura 45 minuti in anestesia locale o totale. Nessuna conseguenza sulla funzionalità dell'organo. E ricominciare "l'attività fisica"? Circa quattro settimane per una ripresa totale e... duratura.

25 settembre 2002

  Davide Camicioli
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