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scienza & web 
Contenuto e contento

Negli Usa l'informazione e l'intrattenimento superano le altre forme di utilizzo della rete. È la prima volta

La rivoluzione si è consumata a poco a poco, ma il suo esito cambierà l'uso e la percezione del web nel mondo, c'è da starne certi. Secondo l'osservatorio Opa-Nielsen infatti, in Usa il contenuto (informazione + intrattenimento) ha superato le altre forme di utilizzo della rete (ricerche, e-commerce, e-mail e instant messenger) e per questo è in testa nella classifica dell'Internet activity index. Chi pensa si tratti solo di una speculazione filosofica si sbaglia di grosso. La guerra tra servizi e contenuti sul web per molti è una guerra di religione vera e propria. Che può condizionare il mercato e spostare milioni di dollari (che filosofia non sono mai).

In un primo momento molti hanno sostenuto che il web fosse soprattutto un servizio. Adesso si stanno accorgendo che non è proprio così. I segnali sono inequivocabili. I contenuti battono i servizi sia in termini di fruizione (unique visitors/mese) sia in termini di progettazione/innovazione e stanno rimontando anche in termini di soldi/profittabilità. Nel primo caso (unique visitors/mese) i numeri forniti dall'osservatorio Opa-Nielsen sono chiari: a novembre 2004, in Usa, sono stati 129 milioni gli utenti che hanno usufruito dei contenuti sul web, mentre solo 113 milioni quelli che hanno usato gli strumenti di ricerca a loro disposizione.

Per quanto riguarda la progettazione e l'innovazione della rete è innegabile che il protagonista assoluto di internet in questo momento è lo "user generated content", cioè il contenuto prodotto dai singoli utenti. Stiamo parlando dei blog in ogni loro possibile declinazione (incluso il podcast) e uso, come per esempio il quotidiano coreano Ohmynews (prodotto per l'80% dai cittadini reporter) che fattura mezzo milione di dollari al mese e ha da poco raggiunto il break-even; o come Wikinews e Wikipedia, giornale e enciclopedia collaborativa che conta decine di migliaia di redattori sparsi in tutto il mondo.

Anche i servizi più innovativi si concentrano da tempo sui contenuti e ne sono in qualche modo dipendenti. Il quotidiano GoogleNews, realizzato senza l'intervento umano, ne è un esempio (sebbene tempo fa abbia pubblicato la bufala "Arrestato Bush"); Yahoo con il suo nuovo servizio (beta) di ricerca video ne è un altro.

Anche in termini di profittabilità i contenuti si stanno prendendo la loro bella rivincita sui servizi. Da poco in America i pubblicitari hanno scoperto il mondo dei blog e pare ne siano rimasti davvero affascinati. Il loro calcolo è stato molto semplice: gli utenti che sfogliano quotidianamente un blog sono l'11% del totale di chi naviga, dunque un vero e proprio target a sé stante. La nascita e lo sviluppo di BlogAds, che raccoglie pubblicità direttamente per questi diari online, sta lì a dimostrarlo.

Conclusione. Se qualcuno pensa ancora che fare web significhi soltanto cercare o inviare e-mail si sbaglia di grosso. Quel qualcuno non può in alcun modo trascurare i contenuti. Che qualcun altro dovrà pur continuare a fare, oltreché linkare.

28  dicembre  2004

  Alessandro Gennari
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Ohmynews
Giornale online sudcoreano, Ohmynewsè fatto per l'80% da cittadini reporter. Nato quasi per scherzo, è diventato un caso di scuola mondiale (secondo alcuni, grazie alle peculiarità del panorama informativo sudcoreano). Il modello giornalistico proposto ha avuto così tanto successo da influenzare la dieta mediatica quotidiana dei coreani durante le ultime elezioni presidenziali. Attualmente conta 53 dipendenti a tempo pieno, 38 dei quali sono giornalisti professionisti. I cittadini reporter sono 43mila. Il fatturato pubblicitario mensile si aggira intorno al mezzo milione di dollari, l'utile intorno ai 27mila. Il primo dicembre scorso il giornale ha dichiarato di aver raggiunto il break-even.
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