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scienza & web 
L'industria della traduzione

Un mercato in crescita dopo l'11 settembre, una professione sempre più legata al computer e all'uso dei Cat tool, sofisticati sistemi di assistenza alla traduzione

Fra le professioni che non possono fare a meno di computer e internet ci sono quelle del traduttore e dell'interprete. Grazie a internet non è più un problema spedire interi manuali da tradurre da una parte all'altra del globo in pochi minuti. Anche il meccanismo della compravendita dei testi tradotti avviene in modo totalmente elettronico. Il traduttore più all'avanguardia utilizza per il proprio lavoro dizionari digitali su cd-rom e software di assistenza alla traduzione, i cosiddetti Cat tool (Computer assisted translation tool). Questi software professionali incrementano di molto la produttività: evitano di tradurre frasi già tradotte e suggeriscono a chi traduce la soluzione ottimale. Sono inoltre utili nel rendere più automatica la localizzazione, ovvero l'adattamento di testi e numeri legato alle caratteristiche di un Paese (sistema metrico, formato della data e dell'ora, valuta).

Ma come si sta evolvendo questa professione? L'abbiamo chiesto a Mirko Silvestrini, presidente di Federcentri (Federazione nazionale centri di traduzione e interpretariato), alla quinta conferenza internazionale "L'industria della traduzione oggi", svoltasi a Bologna il 24 e 25 settembre 2004.

Chi è il traduttore tipo? Si tratta soprattutto di donne, vero?
Sì, donne perfettamente all'avanguardia con le conoscenze informatiche, anche e soprattutto per ciò che riguarda internet, gli antivirus, gli antispyware, gli antikeylogger. Si potrebbe dire che è un lavoro fatto al 90-95% da donne, che non sono per niente casalinghe che traducono nei ritagli di tempo o mentre mescolano la minestra. Si tratta di professioniste al 100% che conoscono moltissimi settori merceologici, sempre con una laurea alle spalle, tecnologicamente informate e capaci, in grado di reagire a stress emotivi molto forti.

Quali sono i problemi che si incontrano in questa professione?
Molti. Basti pensare ai tempi di consegna sempre più stringenti delle traduzioni per i manuali, che non fanno partire il macchinario se non lo accompagnano nella stessa spedizione, alle cause legali che si scatenano se non arriva la traduzione in tempo, al convegno medico che non si può tenere se non ci sono le interpreti simultaneiste, ai danni causati da una parola digitata male o dimenticata (per esempio: avviare la fresatrice anziché "non" avviare la fresatrice), alla difficoltà di localizzare i termini, ovvero tradurre adattando la parola al contesto. Qualche esempio: l'auto "Pajero" non si può chiamare così in Sudamerica, poiché vuol dire "onanista", oppure la fiat "Ritmo" in America si chiamava "Strada" perché "Ritmo" era una nota marca di profilattici, oppure l'imprenditore che vuol chiamare la sua ditta in inglese "Oro Uno" = "Gold One", da leggere all'italiana.

C'è molta concorrenza?
Sono destinati a sopravvivere quei centri che forniscono una pluralità di servizi, con ottima qualità, in tempi brevi e a costi contenuti, sempre con una tecnologia all'avanguardia come background. Di fronte ai più di 160 centri aderenti a Federcentri, bisogna contarne più di 300 non associati, che non si associano poiché non interessati all'associazionismo o per i più svariati motivi. A questo si aggiungono centinaia di traduttori cosiddetti free-lance, che oltre a collaborare con i centri di traduzione gestiscono anch'essi clienti finali, consentendo in questo modo alle aziende di risparmiare qualcosa sui costi che avrebbero con un centro di traduzioni. Da un'indagine realizzata da Federcentri l'anno scorso, è risultato che le aziende non conoscono la differenza tra un centro di traduzioni e un traduttore, e quindi Federcentri è orientata in questo senso a informare tutti gli organi di stampa, le istituzioni e le aziende in merito alle differenze esistenti.

Che fatturato raggiunge l'industria della traduzione in Italia?
Fatturato? Difficile dirlo: i centri di traduzione si compongono per la maggior parte di due o tre soci e due o tre dipendenti, con alle spalle anche più di 100 collaboratori free-lance sparsi in tutto il mondo. Questo fa sì che tra free-lance dei centri e free-lance indipendenti si parli di parecchie centinaia di traduttori in Italia che possono avere un fatturato anche di 100mila euro/anno, a fronte dei centri di traduzione che partono da una media di 70-100mila euro/anno fino a massimi di 250mila euro/anno. Esiste qualche raro caso di studi ben strutturati con fatturato superiore ai 500mila euro. Se alcuni traduttori guadagnano come un centro è dovuto proprio al fatto che, lavorando in prima persona, riescono ad avere fatturato e anche utili a loro favore, mentre il centro, che smista ai vari free-lance, vive delle percentuali e di solito non traduce nulla internamente.

Quali sono le lingue più tradotte?
Senza dubbio nell'ordine: inglese, tedesco, spagnolo e francese. Si traducono sempre più le lingue dei paesi dell'Est, con il russo che la fa da padrone, seguite poi e sempre più da cinese, giapponese e arabo, dove permangono difficoltà nel trovare buoni traduttori. Per non parlare del pashtùn, la lingua dell'Afghanistan per la quale esistono pochi interpreti e traduttori specializzati e che ha messo in crisi Cia, Fbi e Dipartimento di Stato Usa nel periodo dell'11/09. Tanto che si è raggiunto due anni fa in America un accordo tra Ata (American translators association) e questi enti, per fornire loro professionisti seri e verificati da Ata, anziché i pseudo-professionisti che i suddetti enti si procuravano autonomamente: salvo poi scoprire che si trattava o di spie o di interpreti improvvisati che si vendevano al miglior offerente della base di Guantanamo. Le lingue emergenti potrebbero essere quelle dei nuovi paesi entrati nella Ue, dal maltese all'estone al lituano, ma per il momento si tratta ancora e appunto di lingue emergenti.

I software professionali, i Cat tool, quanto sono utilizzati?
La percentuale di traduttori che utilizzano in Italia Cat tool comincia a salire in questo periodo e rappresenterà in futuro la discriminante tra i traduttori che potranno continuare a lavorare sia con i centri che con i propri clienti finali, poiché i Cat tool permettono di ottimizzare i tempi, fornendo un prodotto di qualità, a prezzi concorrenziali. Come dire: chi non avrà i Cat tool sarà un po' come chi usava la macchina per scrivere per tradurre, mentre gli altri utilizzavano il computer, oppure come chi spediva le traduzioni a mezzo fax mentre gli altri usavano il modem. All'estero i Cat tool sono più usati, soprattutto perché la tecnologia arriva sempre prima all'estero con base di lingua inglese e poi in Italia con le varie traduzioni dei software, ma direi che in ogni caso i traduttori italiani si stanno aggiornando molto rapidamente.

26  ottobre  2004

  Daniele Passanante
  dalla rete
Aiti Associazione italiana traduttori e interpreti
Federcentri Federazione nazionale centri di traduzione e interpretariato
Euatc European union of associations of translation companies

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In rete
Per quanto riguarda la figura specifica del traduttore e le associazioni collegate, i siti di riferimento sono Aiti.org e Aniti.it. Per gli interpreti, può essere utile il sito Euatc.org. Per i centri di traduzione, in Italia Federcentri.org, per l'Europa Euatc.org e per l'America Atanet.org. Per quanto riguarda il mercato per i centri di traduzione, la globalizzazione favorisce la possibilità di gestire contatti anche con aziende straniere che trovano in Italia ottimi prezzi e qualità dei testi tradotti.
Italia-Estero
Si può fare un raffronto con il mercato straniero?
«L'Italia - spiega Mirko Silvestrini - non è il fanalino di coda del mondo anzi, proprio per le agevolazioni dei prezzi e la professionalità dei nostri traduttori molti testi vengono tradotti in Italia. Federcentri è la federazione che organizza i convegni più complessi di tutta Europa, forte anche della sua esperienza di socio fondatore della Euatc, l'Unione europea delle associazioni dei centri di traduzione. Il mercato quindi non è solamente nazionale o europeo, ma globale e quindi se in altri Paesi europei si vincono commesse importanti negli appalti anche comunitari delle traduzioni, sono spesso i traduttori o i centri di traduzione italiani che ricevono il materiale da tradurre e forniscono quindi il prodotto finale, stante la buona concorrenzialità dei nostri prezzi».
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