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Domini senza freni Al via la liberalizzazione totale dei nomi di siti con suffisso .it: anche i privati potranno acquistarne un numero illimitato
Alla fine anche l'ultima barriera è caduta: dal primo agosto ogni cittadino italiano maggiorenne potrà acquistare liberamente un numero infinito di indirizzi web con suffisso .it. Stop dunque al limite di una registrazione a persona contro cui si erano scagliati da tempo cittadini e internet service provider: lo stesso Franco Denoth, direttore della RA (Registration Autority italiana) lo ha giudicato ormai "sorpassato". È una rivoluzione molto importante per il web italiano: basti pensare che solo due paesi in Europa (Germania e Inghilterra) fanno altrettanto.
La liberalizzazione non cambia in nulla le attuali procedure di registrazione. Chi voglia comprare un dominio .it deve infatti acquistarlo da un provider che abbia in appalto la vendita oppure direttamente dalla registration autority italiana. Tradotto in soldoni: per avere un proprio sito internet è necessario registrarne il nome e divenirne proprietari. Per questo si può passare attraverso un rivenditore autorizzato oppure procedere da soli. La seconda via è naturalmente quella consigliata: acquistare un sito è una cosa, farlo funzionare è tutta un'altra storia. La struttura tecnica necessaria (spazio disco su server, velocità di trasmissione dati, strumenti di rilevazione statistica, server mail eccetera) è fornita in rete da molti operatori professionali a un prezzo, tutto sommato, accessibile.
Via dunque all'acquisto di massa dei domini .it anche se rimangono in piedi tutte le tutele adottate contro eventuali abusi. Chi effettua registrazioni alle quali non ha diritto (che contengano per esempio nomi o marchi appartenenti ad altri) sappia che di fronte a un reclamo perderà il dominio e i soldi spesi per acquistarlo: basti per tutti la famosa vicenda del dominio armani.it rivendicato e ottenuto per via giudiziaria dal noto stilista italiano dopo che era stato acquistato da Luca Armani, titolare di un timbrificio.
Si conclude dunque definitivamente una parabola iniziata diversi anni fa. Non tutti forse lo ricorderanno ma inizialmente l'acquisto dei domini .it era limitato solo alle aziende con partita Iva nel limite massimo di un dominio a testa; il 15 dicembre 1999 fu introdotto l'acquisto illimitato sia per le aziende che per i liberi professionisti e le associazioni con partita Iva; il 15 gennaio 2000 furono invece spalancate le porte ai singoli cittadini (con il limite di un dominio a testa). Ci sono voluti più di quattro anni per spazzare via anche quest'ultimo vincolo. Adesso il mercato è davvero libero: tutti possono acquistare tutto senza alcuna distinzione. Viene da domandarsi perché i normali cittadini possano cominciare a farlo soltanto cinque anni dopo aziende e liberi professionisti.
Tra il 1999 e il 2000 l'apertura delle registrazioni per le aziende e quella limitata per i privati fecero quadruplicare i siti con "country code" italiano che passarono da 90mila a 430mila in dodici mesi. Con questo provvedimento si stima un aumento delle registrazioni del 25% rispetto ai 930mila siti attualmente attivi.
27
luglio
2004
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Armani.it |
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Il 24 ottobre 1997, Luca Armani, titolare di un timbrificio sito in Treviglio (provincia di Bergamo), registra il dominio www.armani.it attraverso il quale promuove online la propria ditta individuale "Armani Luca". Il 22 ottobre 1998 la società "Giorgio Armani S.p.a." cita in giudizio Luca Armani davanti al Tribunale di Bergamo per violazione della legge marchi. Il 3 marzo 2003 il Tribunale di Bergamo, in composizione monocratica, nella persona della dott.ssa Elda Geraci emette la sentenza di primo grado (n.1036/03) favorevole alle ragioni addotte dalla società "Giorgio Armani S.p.a." e sfavorevole alla parte convenuta (Luca Armani). La battaglia giudiziaria è tutt'ora in corso. |
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