|
Cinema da scaricare I server open nap velocizzano ricerca e download. Intanto la legge Urbani è in vigore ma sta per essere modificata
Per scaricare un film attraverso internet, l'unico vero trucco davvero efficace è avere una linea molto veloce, adsl o meglio ancora fibra ottica. Parola di Zelig, guru dei server open nap, fra i sistemi più utilizzati per velocizzare le ricerche e download. Gli abbiamo chiesto che cosa siano questi server grazie ai quali milioni di utenti in tutto il mondo si scambiano file di ogni genere, dalla musica al cinema. «Un server open nap è un computer che si affaccia sulla rete e fa da nodo di interscambio per gli utenti che usano un client p2p». Quindi offre maggiori possibilità di scaricare materiale digitale rispetto a un semplice client peer to peer e consente un migliore interscambio in tempo reale, giusto? «Sì».
Esattamente come funziona? Una volta collegati ed eseguita una qualsiasi ricerca, il singolo server o una serie di server, indirizzano sul computer nel quale il file è presente». Ecco, ma chi gestisce i server open nap ha la possibilità di conoscere che cosa viene scaricato in quel momento? «Teoricamente sì, dal nome del file, ma molto spesso accade che dietro al titolo di un brano musicale o di un film ci sia altro materiale». Porno per esempio? «Sì, anche, o materiale sovversivo». Chi gestisce i server open nap? «Per lo più adolescenti. Molti dei titolari sono ragazzini. Generalmente tutti gli open-nap sono su Linux. Perché ragazzini? Scambiano giochi e software per playstation e inevitabilmente anche materiale porno.
Qual è la responsabilità legale dei gestori di questi server? Ovviamente chi gestisce un server open nap inserisce un disclaimer nel quale dichiara di non essere responsabile per il contenuto dei file, lo scambio di file protetti da copyright o in ogni caso illegali. Un fenomeno recente e a mio parere interessante è una sorta di codice di autoregolamentazione da parte di chi gestisce questi server, per cui alcune parole chiave vengono inibite: a cominciare per esempio dalla sigla dvd.
Quali sono le ultime tendenze in fatto di p2p? I server open nap sono intasati. I client si sono moltiplicati, ma funzionano un po' meglio. Io personalmente diffido abbastanza delle community troppo piene. Quando ti trovi davanti qualcuno che ha 300 dischi in ordine alfabetico con tanto di copertina, magari c'è qualcuno che se l'è fatto da solo, ma è possibile che si tratti di un'esca. Roba pedopornografica non mi è mai successo di incontrarla. Secondo me è difficile trovarla perché è occultata.
Quali sono i sistemi per estrarre le tracce da un dvd e comprimerle nei formati divx o mpeg? È complesso o è semplice? Rippare un dvd è diventato più semplice negli ultimi mesi. Basta cercare su internet le istruzioni e in pochi secondi si trovano i software adatti. Software che consentono non soltanto di comprimere le tracce, ma per esempio di procedere alla sottotitolazione del film.
Come è possibile che vengano diffusi in italiano titoli di film praticamente in contemporanea rispetto all'uscita nelle sale? Basta mescolare le tracce audio e video: se per esempio il film esce prima negli Usa, il video viene preso dal dvd originale e l'audio dalla registrazione nelle sale cinematografiche. Per questo motivo spesso le immagini sono di buona qualità, mentre l'audio è approssimativo. Spesso si sentono le risate del pubblico.
Zelig, cosa ne pensi del progetto Freenet di Ian Clarcke (classe 1977)? Le freenet sono sicuramente interessanti, meno utilizzate perché poco pratiche a livello di utenza domestica. Hai un computer su cui puoi allocare uno spazio di hard disk per un utilizzo comune, ma a differenza degli open nap, quando si inserisce un documento in questa parte di hd, questo viene diviso in più pezzi: e di questi pezzi ne vengono fatte più copie che sono diffuse a raggiera. Per aprire il file è necessaria una chiave di cifratura. In questo modo il download è del tutto anonimo. Molte delle community freenet si trovano all'interno delle università. Sono però un esempio eclatante del limite tra la libertà personale e quella collettiva. Si finisce per mettere a disposizione di tutti un mezzo che rischia di essere utilizzato per fini illeciti.
22
giugno
2004
|
|