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Podcasting, radio "anarchiche" sul web

Dilagano i podcast, blog di seconda generazione: permettono agli autori di postare la propria voce in formato mp3 e agli utenti di ascoltarla ovunque vogliano. Ennesima rivoluzione in arrivo?

In molti già pensano a un nuovo net-fenomeno. Qualcuno, più cauto, ricorda gli esiti non troppo felici dell'informazione push che doveva rivoluzionare la rete. Fatto sta che sul web, nelle ultime settimane, non si parla d'altro che di "podcasting", cioè della possibilità di realizzare un blog audio online che tutti possono scaricare e ascoltare sul proprio pc e sui dispositivi portatili che supportano l'mp3.

È un'idea rivoluzionaria: bastano infatti pochi clic per realizzare un blog audio e metterlo in rete. Ne servono molti meno per "sintonizzarsi" sul blogger preferito e scaricare la "trasmissione" senza muovere un dito. Grazie alla tecnologia Rss impiegata, gli aggiornamenti sono infatti automatici.

Un po' radio fai da te, un po' blog: questa è, in soldoni, l'intuizione di Adam Curry (ex vj di Mtv) padre del podcasting,che ha pensato bene di sfruttare il web per rivoluzionare il mercato radiofonico. «Alle emittenti i podcast convengono - ha assicurato in un'intervista rilasciata qualche giorno fa -; sono molto più economici delle trasmissioni via etere, per le quali c'è bisogno di acquistare una frequenza, gestire un'antenna... Dal punto di vista dell'utente invece i podcast sono più comodi: possono essere ascoltati quando e come si vuole, non essendo in diretta ed essendo supportati anche dai lettori portatili».

Alla Bbc pare l'abbiano capito al volo: la trasmissione "In Our Time", trasmessa sperimentalmente in tecnologia podcasting, ha fatto registrare 70mila download nel mese di novembre. Le emittenti podcast (nate anche grazie all'ingegno di David Weiner, inventore dei feed Rss che li ha modificati ad hoc per quest'impiego) rischiano peraltro di essere molto di più che "radio-anarchiche" sul web. Chiunque potrà raccontare, senza scrivere, ciò che vede in diretta dovunque si trovi nel mondo. Oppure, potrà ritrasmettere, dopo averle registrate, le interviste telefoniche fatte grazie al Voip. Insomma, un fenomeno tutto da seguire, che certamente continuerà a far parlare di sé.

Per iniziare basta poco: è necessario scaricare un client gratuito come iPodder, disponibile per piattaforme Windows, o Ipodderex disponibile per Mac OS X; scegliere una o più fonti da cui prelevare podcast e infine regolare la frequenza con la quale il client controllerà i vari siti per la presenza di nuovi contributi. Tra gli aggregatori più famosi di trasmissioni podcast troviamo certamente ipodder.org e audio.weblogs.com. Per capire la portata del fenomeno basti pernsare che secondo Curry sono già 2mila i siti collegati nella directory di podcast.org e circa 50mila utenti ricevono i suoi podcast personali. In pratica, migliaia di persone ascoltano la sua voce, i suoi programmi senza intermediazione alcuna da parte di emittenti radiofoniche o imprese editoriali. È l'anarchia multimediale e informativa a portata di clic.

Anche in Italia il fenomeno comincia a prender piede. Da segnalare certamente www.blogo.it e http://qix.it/. Per chi volesse tentare di creare un proprio podcast suggeriamo infine di dotarsi di un microfono, un banale software per la registrazione audio e un editor di testo per creare il feed Rss con la enclosure. Informazioni più dettagliate, su www.podcasters.org.

21  dicembre  2004
Alessandro Gennari

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