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Navigare? Un gioco da bambini

Nella guerra dei browser, Internet Explorer scende sotto il 90% di penetrazione sul web, e tra le alternative al software targato Microsoft vanno alla grande quelle pensate per i più piccoli

La guerra dei browser si fa sempre più aspra. Internet Explorer è infatti sceso sotto la soglia del 90% degli utenti internet: non accadeva dal 1998. Tutto merito di Firefox, il browser open source targato Mozilla Foundation che a un mese dal lancio ufficiale è stato scaricato più di otto milioni di volte. Secondo la società di ricerche olandese OneStat.com infatti, nella terza settimana di novembre IE è stato usato dall'88,9% dei navigatori, con una flessione di 5 punti percentuali rispetto a maggio. I numeri OneStat confermano una tendenza già evidenziata nei mesi scorsi da un'altra società, la statunitense WebSideStory, secondo la quale la quota di mercato di IE era passata in tre mesi dal 95,5% al 93,7%.

Che sia l'inizio della fine per il browser Microsoft? Nessuno lo sa con certezza. Quello che è certo è che Firefox ha riaperto una strada chiusa ormai da troppi anni, e navigare sul web con strumenti diversi da Explorer a seconda delle proprie esigenze e necessità è una pratica sempre più diffusa.

Le alternative a Internet Explorer sono infatti molte. Si va dallo storico Opera (leggero e semplice da usare) a Avant Browser (stabile e molto veloce), da MyIE2 (multipagina, necessita di poche risorse per la navigazione) a Safari (targato Apple, utilizzabile in ambiente Mac OS X). Esistono poi alcuni browser ancora allo stadio embrionale ma sicuramente molto originali. È il caso di Deepnet Explorer, che integra al suo interno sia un programma di file sharing che un lettore di feed RSS/ATOM, o di Slim Browser che raccoglie una serie di interessanti funzionalità.

Tra i browser più innovativi ci sono inoltre quelli sviluppati per i più piccoli. Notoriamente essi poggiano su due filosofie contrapposte: la "black list" e la "white list". Nel primo caso i software impediscono la visione di determinati siti segnalati, nel secondo fanno il contrario: la permettono. I più interessanti sono certamente quelli che si ispirano alla "white list", se non altro perché consentono di realizzare una strategia educativa complessa e non si limitano a una pura e semplice censura. Tra i più famosi segnaliamo "Kiddonet" (gratuito), "Chibrow" e "Kiwe" (disponibile anche in italiano), abbastanza noti al grande pubblico del web.

In sostanza, dopo anni di relativa tranquillità, è ripresa una guerra tra browser che sembrava ormai dimenticata. Una guerra del tutto speciale che, contrariamente a quanto accade di solito, gioverà non solo a chi la combatte ma anche e soprattutto agli utenti. Per sapere se e quando finirà, non rimane altro che stare alla finestra. La speranza è che duri ancora molto, molto a lungo.

14  dicembre  2004
Alessandro Gennari

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