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Televisione peer to peer Sul web varie offerte di filmati e interviste inediti e di programmi tv già trasmessi. Verso il palinsesto personalizzato e la tv di qualità
Condividere su internet, nonostante la criminalizzazione del fenomeno da parte di poco illuminati politici, non solo è ormai una pratica affermata e diffusa, ma una filosofia che sta attraversando i campi della cultura e dell'intrattenimento: libri, musica, cinema e ora anche la tv. Dopo il bookcrossing e il peer to peer, in rete nascono progetti di "diffusione virale" dei programmi televisivi che più sono piaciuti o di quelli mai visti. Videocrossing.it è il progetto della emittente di strada "Nessuno tv" (visibile sul canale 431 di Sky) il cui obiettivo, oltre al progetto di andare in onda sul web, è quello di diffondere televisione di qualità. Gli appassionati di "Blu notte" di Carlo Lucarelli si sono persi la puntata sul mostro di Firenze? I fan di Sabina Guzzanti non hanno potuto vedere "Raiot" perché "oscurato"? Bene, ora possono trovare le trasmissioni, oltre che in una sperduta replica televisiva a notte inoltrata, anche via internet.
Ma su che cosa si basa il videocrossing? «Guardare, registrare e diffondere la tv di qualità - spiegano gli autori del sito -. Per diventare protagonisti attivi della comunicazione. E promuovere una forma di responsabilità e di rivendicazione del diritto a comunicare e a essere informati». Il progetto di Videocrossing.it è però più vicino all'idea del bookcrossing, e funziona grazie allo scambio di videocassette in vhs, da etichettare e lasciare in giro per poi archiviarne online i riferimenti.
Per una tv interamente online bisogna andare su Arcoiris.tv. Un sito sul quale "a differenza di una tv tradizionale lo spettatore può decidere cosa vedere in qualsiasi momento, senza più vincoli d'orari e palinsesto". Gli ideatori spiegano che con "Arcoiris tv" è lo spettatore che sceglie cosa vedere e quando, e soprattutto ha l'occasione di vedere interviste a personaggi o servizi giornalistici che normalmente in una televisione tradizionale non si vedrebbero per motivi di censura o perché ritenuti non remunerativi. L'offerta di titoli è costantemente aggiornata e proviene sia da filmati girati dallo staff del sito, sia da contributi esterni. Ma l'Italia è un po' indietro rispetto ad altri Paesi. Negli Usa, dove la diffusione di videoregistratori digitali è maggiore che da noi, non mancano le opportunità di scambiarsi i file dei programmi tv in formato mov o divx. Attraverso uno dei tanti sistemi psp, BitTorrent, il palinsesto televisivo personalizzato via web diventa così una realtà per lo scambio orizzontale. Non mancano tuttavia esempi di distribuzione verticale di videofilmati: in Francia la tv "ggiovane" M6 diffonde gratuitamente video digitali di alta qualità a tutto schermo attraverso internet. Per ora l'offerta non è un gran che, ma le prospettive ci sono.
21
settembre
2004
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