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schegge di futuro 
Ubiqui grazie al cellulare
Lavorare sul proprio pc senza essere in ufficio: da oggi è possibile grazie al telefonino e a un nuovo software messo a punto da Toshiba,che permette di controllare da remoto tutte le funzioni Windows.

"Ubiquitous Viewer", questo il nome del programma, ricrea sul display del cellulare il desktop del computer e permette all'utente di scrivere e-mail e documenti tramite una tastiera qwerty, riprodotta sullo schermo del teloefonino, e il joypad che fa muovere il puntatore del mouse, mentre ai tasti da 1 a 9 possono essere assegnati a funzioni speciali (ad esempio Delete, Tab o il Ctrl-Alt-Canc per riavviare il sistema Windows). Il software dispone inoltre di un algoritmo che comprime del 97% i dati trasmessi, permettendo una maggiore velocità se si utilizza il Bluetooth e un risparmio se si utilizza la rete mobile.

"Ubiquitous Viewer", che Toshiba dovrebbe rendere disponibile entro marzo, funziona sui cellulari Bluetooth, ma grazie alla piattaforma Brew (Binary runtime environment for wireless) può essere utilizzato anche sulla rete 3G di KDDI, il secondo operatore mobile giapponese. Inoltre, è già stato dato il via al progetto per creare una versione Java del software, che potrebbe arrivare in Europa entro la fine dell'anno.

«L'applicativo - ha aggiunto Mitsunobu Aoyama, direttore del centro ricerche software Toshiba - permette anche di accendere a distanza i computer che supportano i comandi wake-on LAN».

Ma la vera, grande novità di "Ubiquitous Viewer" rimane quella di estendere le capacità di controllo attraverso il telefonino a tutte le funzionalità di Windows. Cosa che permette al colosso giapponese di compiere un passo in avanti rispetto ai software attualmente esistenti che garantiscono da remoto solo un accesso limitato al proprio computer. In questo modo, invece, Toshiba può puntare direttamente al mercato privato: l'obiettivo futuro è infatti quello di rendere tutti gli utenti di telefonia mobile in grado di utilizzare il proprio cellulare anche per registrare i programmi televisivi, controllare i sistemi di sicurezza e persino gestire gli elettrodomestici.
Un nanorobot col cuore di topo
L'ultimo, importantissimo risultato del fortunato incontro fra biotecnologia e neuroelettronica è un microrobot ibrido composto da chip e cellule viventi. L'esperimento è stato realizzato da un gruppo di scienziati dell'Università della California guidati da Carlo Montemagno,che grazie a una nuova tecnica sono riusciti a far attecchire su microscopici chip delle cellule prese dal cuore di un topo.

Il dispositivo realizzato è un arco di silicone largo circa 50 micrometri (cioè meno della metà di un capello umano) sul quale i ricercatori hanno fissato le fibre muscolari del roditore. Grazie alla contrazione e al successivo rilassamento del tessuto cardiaco, il microrobot è in grado di piegarsi e allungarsi spostandosi così nello spazio senza alcun bisogno di una fonte di energia esterna se non del semplice glucosio contenuto in una capsula.

Si tratta di un esperimento rivoluzionario,dal momento che mentre i comuni motori meccanici hanno bisogno di essere continuamente alimentati esternamente, i dispositivi dotati di "muscoli" possono ricevere l'energia necessaria dal glucosio,che potrebbe essere depositato sulla superficie sulla quale i dispositivi stessi lavorano.

«Questi robot sono assolutamente vivi - ha detto Montemagno -. Ciò significa che le cellule crescono, si moltiplicano e si assemblano, dando così forma alla struttura stessa del robot». Carlo Montemagno, che ha trascorso gli ultimi tre anni a sperimentare la possibilità di utilizzare tessuto muscolare vivente per far muovere dei sistemi micromeccanici, è convinto che i risultati ottenuti potranno in futuro servire per aiutare le persone con seri problemi ai nervi frenici, responsabili della stimolazione del diaframma, e dare loro la possibilità di respirare senza l'ausilio di macchine esterne.
Il pneumatico che non si buca mai
Ruotino di scorta addio. Un pneumatico rivoluzionario potrebbe cambiare la vita a milioni di automobilisti. Al Salone dell'Auto di Detroit, la Michelin ha infatti presentato una nuova gomma senz'aria a prova di qualsiasi foratura. Si chiama "Tweel" ed è un radiale che al posto dell'aria monta, a sostegno del battistrada, un anello di raggi che essendo deformabile è capace di assorbire ogni tipo di sollecitazione.

«Le vere rivoluzioni nel campo della mobilità accadono una volta ogni secolo», ha detto a Detroit, Terry Gettys, presidente del Centro ricerche Michelin di Greeville. «Il Tweel è in grado di avviare una rivoluzione per quanto riguarda la mobilità ed è stato testato inizialmente su un'Audi A4». In futuro il nuovo pneumatico potrà essere utilizzato su tutte le strade, ha precisato Gettys, ma prima deve essere sottoposto ad altri test: come per esempio essere montato su mezzi militari. L'obiettivo di Michelin è lanciare il nuovo Tweel sul mercato per equipaggiare veicoli leggeri e poco veloci.
25  gennaio  2005 Libero News
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Un cellulare "scuoti e chiama"
L'ultima novità della sudcoreana Samsung Electronics è l'SCH-130, il primo cellulare che sfrutta una sofisticata tecnologia per il riconoscimento tridimensionale dei movimenti della mano e che permette di comporre un numero telefonico semplicemente scuotendo l'apparecchio o di cancellare un sms non voluto soltanto muovendo il telefonino su e giù. «Questa tecnologia - ha detto il presidente di Samsung, Lee Ki-Tae - apre un nuovo capitolo nella comunicazione naturale. Il nuovo SCH-130 ha anche una fotocamera da 1,3 megapixel, un lettore di musica digitale e la possibilità di effettuare mobile-banking. Sarà in commercio da marzo prossimo».
Più sicuri con SiteDigger
La Foundstone Professional Services, una divisione della McAfee che si occupa dei servizi di sicurezza, ha messo a punto il nuovo un tool di sicurezza realizzato per aiutare le aziende a identificare le informazioni che erroneamente sono state rese disponibili su web. Chiamato Foundstone SiteDigger 2.0, il tool usa informazioni di ricerca indicizzate su Google per scoprire in modo preciso e veloce la vulnerabilità delle informazioni che per errore umano vengono visualizzate sui motori di ricerca come dati finanziari, password e informazioni personali presenti sul sito internet dell'azienda.
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