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Una rete piena di idiozie

Basta storielle truci o tristi: le e-leggende metropolitane stanno al passo coi tempi

Nel villaggio globale tutto può avere una parvenza di verità. Succede ogni volta che rispondiamo a un appello via e-mail convinti di aiutare un bambino malato di tumore quando invece quel giovane non è mai esistito; quando prendiamo sul serio il messaggio che ci mette in guardia sulla tossicità di alcuni prodotti di largo consumo senza affidarci a dati ufficiali o crediamo in cure miracolose in grado di farci dimagrire senza alcun sacrificio o pensiamo di potenziare le nostre performance sessuali solo perché lo abbiamo letto in rete o ne siamo venuti a conoscenza attraverso la posta elettronica.

Stiamo parlando delle arcinote leggende metropolitane, storie e storielle tanto incredibili quanto possibili, che nell'era di internet non si alimentano più attraverso il semplice passaparola, ma intasando le caselle di posta dei navigatori di mezzo mondo. Leggende che negli ultimi tempi, a differenza di quanto avveniva ieri, hanno "trame" sempre meno horror o lacrimevoli.

Capita così che ogni giorno nascano nuovi racconti i cui protagonisti non sono più baby-sitter cannibali, piccoli pazienti malati di leucemia con il sogno di entrare nel Guinness dei primati o spacciatori di figurine all'Lsd, ma sempre più spesso virus informatici capaci di tutto, cd in grado di ingannare gli autovelox se infilati sul parabrezza e prodotti geneticamente modificati gravemente nocivi per la salute. E non solo.

Molte delle storie recenti che circolano sul web riguardano anche il terrorismo, come questa per esempio: «Un uomo vestito alla maniera degli arabi perde un portafoglio. Una signora si china a raccoglierlo, chiama l'uomo e glielo ridà. Lui, in segno di riconoscenza, le confida: "Signora, dia retta a me. Ci sarà un attentato, non le conviene andare in metropolitana il giorno..."». Una storia falsa ma che, ogni tanto, si rincorre online cavalcando la paura reale degli attentati.

Tra i bersagli preferiti delle leggende metropolitane anche quello del complotto internazionale. Un caso per tutti: il blackout che l'estate scorsa lasciò l'Italia senza elettricità per un'intera giornata, il quale, stando alla voce circolata nelle ore immediatamente successive al buio, sarebbe stato causato dal terrorismo islamico.

Lontani i tempi in cui questi racconti riguardavano personaggi famosi come il creatore di Topolino, che si sarebbe fatto congelare dopo la morte e sarebbe ancora in attesa di essere risvegliato, e la rockstar Jim Morrison che avrebbe invece inscenato il suo decesso per sfuggire alle pressioni dei media e dei fan e dedicarsi così alla sua vera passione, la poesia. Senza parlare poi del seno scoppiato a Carmen Di Pietro durante un volo in aereo, ipotesi poi smentita da alcuni esperti di chirurgia estetica, e della storia degli amanti trovati incastrati in auto, tanto da essere costretti a chiamare l'ambulanza.

30  marzo  2004

  Marcella Gaudina
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Le "bufale" storiche
Una delle più celebri leggende metropolitane risale a una decina di anni fa quando negli Stati Uniti si diffuse la voce che a New York un ragazzo era stato rapito e sequestrato per due lunghisismi giorni. Al suo risveglio si ritrovò con un rene di meno, sottratto chissà da chi per essere venduto sul mercato clandestino degli organi. Numerosissimi poi i racconti che riguardano le baby-sitter. Una, sempre americana, parlava di una giovane che per addormentare i bambini usava metterli per qualche secondo con la testa dentro il forno e accendeva il gas. Un metodo sicuramente infallibile, si disse, ma per fortuna falso. Non sono pochi poi i fan di Elvis Presley convinti che il loro idolo sia ancora vivo. C'è chi giura, ad esempio, di averlo visto vendere hamburger in Germania.
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