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«Commessi hi-tech? Sgarbati con le donne» Le americane lamentano di essere "snobbate" dai venditori di elettronica. E in Italia? La situazione non sembra migliore visto che il gentil sesso gode ancora di poca considerazione nel mondo dell'Ict
Prima di entrare in un negozio di elettronica meglio informarsi bene su quello che si ha intenzione di acquistare, soprattutto se non si è di sesso maschile. Ne sono convinte le donne americane con il pallino per il pc che lamentano di essere "snobbate" dai commessi degli showroom di prodotti hi-tech.
Intervistate per il sondaggio voluto dalla fiera del Consumer electronics show (Ces), tenutasi a Las Vegas, alla domanda come "Considerate i rivenditori di elettronica?", le signore made in Usa non hanno avuto dubbi: sprezzanti, maleducati e cinici. Questo il loro verdetto sul rapporto fra la clientela "rosa" e i negozianti di articoli multimediali. E in Italia?
Le premesse sono tali da rendere quasi impossibile pensare che le italiane ricevano maggiori attenzioni una volta varcata la soglia di un centro commerciale per comprare un personal computer, cambiare stampante o semplicemente acquistare un nuovo mouse. Lo si può desumere dal fatto che gli stereotipi vogliono che il gentil sesso sia refrattario alla tecnologia, cosa peraltro non vera visto che le statistiche ci dicono che le ragazze che si avvicinano a studi di tipo tecnico informatico sono sempre di più e anche con grandi risultati.
Pensare che le donne non capiscano niente di computer è un pregiudizio che non si ferma sulla soglia del negozio di elettronica. E come la gran parte dei pregiudizi, non trova conferme nella realtà. Lo dice anche la ricerca "Donne, Ict, potere, innovazione. La trasformazione silenziosa", realizzata per il Cnel dal Forum per la tecnologia dell’informazione (Fit), da cui emerge che la rete è sempre più femminile. Solo nel 2001 le connessioni a internet attivate dalle signore hanno superato quelle degli uomini. Il 40 per cento degli iscritti alla patente informatica europea è costituito da donne e, anche in ambito scolastico, le ragazze si connettono al cyberspazio più dei loro coetanei maschi.
Nella società dell'informazione, le donne si dimostrano curiose, innovative, rigorose e portatrici di un mix di competenze non solo tecniche, secondo l'identikit tracciato dall'indagine. Per quanto riguarda poi i percorsi di formazione, nelle facoltà di ingegneria, per esempio, le iscritte sono solo il 17 per cento ma in 10 anni sono quasi quadruplicate e tra gli specializzati rappresentano il 30 per cento.
Persiste tuttavia un divario tra i due sessi nella possibilità di accedere al mondo dell'Ict. In questo settore l'occupazione femminile non supera infatti il 13-15 per cento. Le donne occupate, poi, sono in prevalenza laureate anche se spesso guadagnano meno dei colleghi uomini. E solo il 12 per cento dei dirigenti del settore è femmina. Tra i titolari delle imprese di elettronica, inoltre, le donne raggiungono solo il 25 per cento. Un divario tale da far pensare che il gentil sesso non sia ancora considerato pronto per parlare il linguaggio dei bit, almeno all'interno di un negozio di prodotti tecnologici.
25
marzo
2004
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