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scienza & web 
Ragnatela contro l'Aids

Un progetto sperimentale spagnolo vuole curare i pazienti servendosi di internet

A Barcellona i malati di Aids hanno un nuovo alleato: internet. Un centro ospedaliero della città catalana ha messo in moto un progetto pionieristico capace di travolgere il modo tradizionale di fare medicina. Grazie alla rete pazienti e struttura ospedaliera sono in contatto permanente con vantaggi in termini di tempo, qualità del servizio e, non ultimo, di miglioramento della qualità della vita. Se i risultati dell'esperimento pilota saranno positivi l'esperienza potrebbe trasformarsi nell'approccio medico-paziente degli anni futuri.

Al connubio medicina-internet l'Hospital Center ci crede fermamente, come ne è convinto anche Felipe García uno degli ideatori del progetto. L'iniziativa è partita da due considerazioni: per i pazienti che vivono nelle zone rurali non è sempre facile recarsi in città per le normali visite di controllo; inoltre, l'isolamento sociale riservato ai malati di Aids dei piccoli centri rende ancora più drammatico il disagio della malattia.

Con una connessione a internet e un pc i malati possono "navigare" dal medico via teleconferenza oppure incontrarsi con la comunità virtuale formata da altri malati. Oppure frequentare le più fornite biblioteche e leggere quanto di più nuovo si è scritto sulla malattia in pubblicazioni e riviste scientifiche. Per non dimenticare l'indispensabile casella di posta elettronica e le chat. Non manca nemmeno un sistema di gestione degli appuntamenti per i pazienti particolarmente distratti. Insomma, il computer e la rete pensano proprio a tutto, anche a una farmacia virtuale per controllare se il paziente segue con la dovuta accortezza il trattamento prescritto dall'équipe medica.

L'iniziativa deve fare i conti con due grossi problemi: la riservatezza e l'accesso a internet. Tutti desiderano la prima mentre non tutti hanno una connessione alla seconda. Per risolvere questi handicap è stato eliminato ogni riferimento personale ai pazienti (nome, numero della cartella medica, indirizzo, etc). Inoltre, i pazienti ricevono un numero di accesso e una password per accedere alle informazioni e ai servizi del progetto. E se il paziente non possiede un computer? No problem, il progetto fornisce in prestito una linea Adsl e un pc per la durata di due anni.

I cento pazienti che partecipano all'esperimento pilota dell'Hospital Clinic di Barcellona sono stati divisi in due gruppi di cinquanta persone. Il gruppo "sperimentale" sarà seguito dal team medico del progetto con il nuovo sistema, mentre il gruppo di "controllo" verrà monitorato con esami e controlli convenzionali. Dopo un anno il gruppo sperimentale diventa gruppo di controllo e viceversa. «In questo modo - spiega l'infettologo Felipe García - si potrà valutare come sarà migliorata la qualità della loro vita».

19  marzo  2004

  Michel Paganini
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Telemedicina
Un servizio attivo dal primo marzo e promosso dall'Azienda Usl 3 di Catania permette ai pazienti dei Presidi territoriali di emergenza e delle guardie mediche del Catanese di potere essere "visitati" a distanza da esperti dei servizi di cardiologia dell'ospedale San Raffaele di Milano. I Presidi territoriali di emergenza interessati sono quelli di Adrano, Grammichele, Linguaglossa, Mineo, Ramacca, Randazzo e Vizzini e, in via sperimentale, anche nelle guardie mediche notturne e festive dei Comuni di Nicolosi, Raddusa e Mazzarrone.
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