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scienza & web 
File sharing alla gogna

La lotta delle major arriva in Consiglio dei Ministri e intanto nascono sistemi di protezione sempre più evoluti

Dopo l'ingiustificata e dannosa (per i consumatori) tassa sui cd vergini che ha fatto più che raddoppiare il prezzo dei supporti di masterizzazione, arrivano altre batoste per chi ama internet e il peer-to-peer. A non essere accettato è il concetto di scambio di musica. Così come in una biblioteca si possono prendere e leggere libri ma non fotocopiarli, allo stesso modo su internet è concesso ascoltare musica in streaming ma non scambiarla. E persino nel prestito dei libri in biblioteca si sta insinuando l'idea che il prestito provochi una riduzione delle vendite nel mercato editoriale: i fautori del copyright a tutti i costi pensano che le biblioteche dovranno ricevere un compenso da corrispondere agli autori. Le posizioni delle major (di musica, di cinema e di intrattenimento in generale) sono sempre più orientate verso la criminalizzazione di chi usa programmi di condivisione dei files, e anche il Governo italiano si muove in questa direzione.

Il decreto che ha intenzione di presentare Giuliano Urbani, ministro per i Beni culturali, intende dare un'impronta più severa e repressiva rispetto al fenomeno del file sharing, considerato illegale. Per il momento non è stato presentato, ma presto saranno colpite sia le attività di scambio di materiali protetti e persino la promozione dell'attività di condivisione per film e musica: «È una piaga non solo italiana ma mondiale, una piaga che bisogna assolutamente sconfiggere, come ha raccomandato Ciampi» tuona Urbani dalle pagine di un quotidiano. E infatti anche il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, si è dichiarato a favore di una lotta «con la massima determinazione» alla pirateria se si vuole difendere la proprietà intellettuale.

Il segnale lanciato dal Governo è forte, ma le ripercussioni della lotta al fenomeno non saranno soltanto sui criminali che a scopo di lucro copiano film in dvd e cd musicali, ma su pacifici utenti, webmaster e provider. Soprattutto questi ultimi saranno coinvolti nel controllo di chi condivide file. Ai provider il compito di denunciare i propri utenti all'autorità competente. Chi non lo farà sarà sottoposto a sanzioni che potranno arrivare fino a 250mila euro per i casi più gravi. E anche per gli utenti sono previste multe fino a 2mila euro.

Ma la lotta alla pirateria non è una priorità soltanto sul piano politico. Per combattere il fenomeno scendono in campo con il loro know how società che puntano a proteggere i contenuti dalla duplicazione non autorizzata. Macrovision offre alle major e agli utenti soluzioni da implementare sia nell'hardware (i lettori di dvd e di cd) che nei supporti ottici. La tecnologia di protezione da copia consiste nell'installazione sugli attuali lettori di un chip che rende la copia di un film o di un flusso di immagini trasmesse via satellite, praticamente inguardabile. Se per il momento il sistema è integrato nei set-top-box dei maggiori produttori, in futuro potrà essere installato in videoregistratori, masterizzatori e lettori. I broadcaster potranno inoltre decidere se consentire un certo numero di copie per un determinato contenuto o se inibire completamente la duplicazione. Il sistema utilizza un sistema di codifica con firma digitale e può essere applicato ai supporti ottici, non soltanto musicali ma anche software.

Ma iniziative di questo tipo non sono nuove e fino a oggi hanno suscitato polemiche. La compatibilità con i lettori attuali non è al 100% e accade spesso che un prodotto originale protetto non sia leggibile da alcuni player, per esempio i car-stereo. Ha ragione chi parla di una battaglia persa in partenza: l'attività di copiare in fondo fa parte della natura umana...

Il file-sharing è sempre illegale? Dì la tua nel forum

10  marzo  2004

  Daniele Passanante
  dalla rete
Macrovision Soluzioni antipirateria per cd, cd-rom e dvd
Beni Culturali Il dicastero retto da Giuliano Urbani
Fiorello Cortiana Il sito del senatore verde che promuove la cultura della rete

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Cd alle stelle
Sono finiti i tempi in cui si poteva comprare un cd-rom vergine a 700 lire. Se fino all'anno scorso 50 cd da masterizzare costavano 15-20 euro, ora i prezzi sono aumentati al punto che in una confezione da 10 o da 25 cd e il prezzo varia da 1 euro fino a 1,5 euro a cd. E i conti sono presto fatti: di gran lunga più del doppio. La tanto discussa tassa sui cd ha fatto lievitare i prezzi non soltanto per chi viola ripetutamente il copyright con copie pirata, ma anche per chi vuole semplicemente fare un backup dei propri dati.
Alleanza per lo streaming
L'Isma (Internet streaming media alliance) ha annunciato recentemente la disponibilità della versione 1.0 delle prime specifiche per la cifratura dei contenuti video trasmessi via internet. Il nuovo standard, secondo l'alleanza, rende i dati "inaccessibili" a chiunque non conosca la giusta chiave. La soluzione è indirizzata ai servizi online di pay-per-view: filmati in rete a pagamento.
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