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Hotel gratis, una bufala? Pernottamenti in albergo a costo zero: li propone un sito e aderiscono in 350mila da 49 paesi in tutto il mondo. Ma forse non conviene poi tanto...
Da qualche tempo in rete circola una sorta di catena di Sant'Antonio in cui si promuove un'offerta legata al turismo: 14 pernottamenti gratuiti o con uno sconto per 2 persone in alcuni alberghi europei semplicemente inviando una e-mail a 7 amici. Leggendo bene però si scopre (ma una volta versati 29 euro per l'abbonamento al servizio, che in questo modo non è più gratuito) che esiste l'obbligo di vitto in hotel e che vi sono forti limitazioni all'offerta. Oltretutto, la promozione lanciata da Eurorest attraverso internet, sembrerebbe diffondere lo spamming diretto e indiretto (c'è qualcuno che parla persino di istigazione a delinquere dato che lo spam è reato), mentre per accedere al servizio è necessario aderire a una sorta di sistema multilevel.
Bisogna dare atto che il meccanismo è ben oliato: stando a quanto dicono sul sito ufficiale dell'iniziativa, all'ultima campagna pubblicitaria hanno aderito in 350mila in 49 paesi di tutto il mondo. Facendo i conti in tasca a CompoSYS publishing & marketing house, proprietario del marchio Eurorest, se gli assegni distribuiti sono 50mila e se per abbonarsi i partecipanti hanno pagato 29 euro ciascuno, la società ha intascato 1milione e 450mila euro. All'osservazione che l'azienda incassa quasi 3 miliardi delle vecchie lire pubblicizzando un servizio che non offre direttamente, dalla Polonia - dove ha sede l'azienda - Andrea Galifi, responsabile per l'Italia di Composys e traduttore dal polacco all'italiano dei testi pubblicati online replica: «Bisogna tenere conto che molto più del 70 per cento è rappresentato da spese e poi non costa così in tutti i Paesi. Per esempio in Repubblica Ceca costa di meno, questo è il prezzo per l'Italia. Inoltre l'acquisto di una campagna pubblicitaria su un portale impiega oltre la metà dei guadagni, poi ci sono le spese di stampa degli assegni, di spedizione, i distributori». Il messaggio da noi ricevuto però non è stato inviato né da un portale, né da uno dei 7 amici di cui sopra, ma proviene direttamente dalla e-mail servizioclienti@eurorest.net e comincia così: «Complimenti! Ti abbiamo assegnato l'assegno Eurorest! Se non avessi partecipato alla nostra azione, sicuramente non avresti mai creduto che dopo aver spedito 1 messaggio agli amici si puo (sic) diventare titolare di un assegno alberghiero». A parte qualche errore di ortografia, il testo parla chiaro: l'assegno garantisce 14 pernottamenti gratuiti per 2 persone in uno dei mille alberghi in Austria, Svizzera, Francia, Croazia, Italia, Spagna, Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e in Polonia. L'intero pacchetto può valere qualche centinaio di euro. Un bel regalo da fare ai propri amici. Ma abbiamo visto che informandosi meglio si scopre che non è proprio così. In rete sono molti i documenti critici nei confronti del metodo utilizzato da Eurorest: cercando CompoSys, su un motore di ricerca, il sistema viene associato alle parole spam e hoax, ovvero bufala.
Provando a interpellare alcuni degli albergatori che hanno aderito all'iniziativa, le perplessità aumentano. «Abbiamo bloccato questo contratto due anni fa - dicono da una pensione in Trentino Alto Adige il cui nome è pubblicato sul sito, alla pagina degli alberghi italiani -. In questi due anni noi non abbiamo mai avuto nessun cliente». Eurorest dunque non aggiorna l'elenco degli hotel aderenti all'inziativa. A questa osservazione Galifi risponde che «i contratti firmati con gli alberghi sono a tempo indeterminato». Dalla reception di un altro albergo, sempre sulle Dolomiti, una signora gentile risponde al telefono: «Una settimana bianca qui da noi costa 50 euro a persona al giorno senza assegni Eurorest. Con assegno Eurorest, con cena e prima colazione obbligatori, non ricordo. Ora chiedo a mio marito». Un attimo di attesa e poi: «Non se lo ricorda neanche lui, ma alla fine si va a spendere più o meno la stessa cifra». Cosa dice in merito Galifi? Che «è più difficile ottenere sconti in Paesi dove il turismo c'è comunque». E alla fine ammette: «Uno sconto di 15 euro al giorno o eliminare il costo del vitto è quasi la stessa cosa». E non era meglio dirlo subito? Ma se si indaga meglio la gentile albergatrice rivela che in due anni ha avuto come ospiti aderenti al servizio Eurorest soltanto una famiglia. Il servizio che non è certo conveniente per i clienti degli alberghi, a quanto pare non è ben visto neppure da chi del turismo fa una professione.
5
marzo
2004
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