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Alla ricerca del pianeta perduto

I misteri di Marte potrebbero essere svelati dalla sonda europea Mars Express

Fallito il primo tentativo di contatto con Beagle2, il robottino inglese simile a quello americano Spirit (di cui abbiamo parlato ieri) che avrebbe dovuto inviare immagini da Marte, la missione europea di Mars Express continua. La sonda orbitante lanciata dall'Esa sette mesi fa era arrivata nell'orbita del Pianeta Rosso il giorno di Natale ma, nell'atto finale, aveva subito un pesante contrattempo: il lander Beagle2 non aveva più dato segnali. Anche se robot semovente non dovesse mai più rispondere (l'ultimo tentativo di ricontattarlo sarà effettuato sabato 10 gennaio) Mars Express in questi giorni inizia comunque la sua missione più importante: cioè osservare l'intero pianeta e fornirne una mappatura molto precisa nell'arco di due anni. A raccontare i dettagli di una delle più importanti esplorazioni mai tentate è il professor Enrico Flamini, responsabile dell'osservazione dell'Universo dell'Agenzia spaziale italiana.

Che tipo di osservazioni farà la sonda Mars Express?
Il radar italiano Marsis, installato su di essa, si occuperà della ricerca superficiale di acqua. Poi si effettueranno delle misure sulla composizione chimica e i moti dell'atmosfera, oltre che sulla composizione chimica della superficie di Marte. Infine sarà effettuata una ricopertura fotografica stereoscopica con immagini in 3d ad altissima risoluzione. Ma i compiti della missione sono davvero tantissimi.

È già stato accertato che su Marte c’è acqua. Ma che cosa si cerca esattamente?
I dati ricevuti dalle missioni precedenti fin dai tempi delle sonde Viking e delle successive hanno mostrato che ci sono consistenti tracce di idrogeno associato a elementi chimici che rivelano la presenza di acqua. Questi fattori più l'osservazione geologica dello scorrimento di acque superficiali in epoche abbastanza recenti. Sono segni che su Marte ci sia stata acqua che probabilmente è intrappolata nel sottosuolo. E che ci sia in quantità considerevoli.

Dove c'è acqua dunque c'è vita?
È il legame successivo. Ma le condizioni per un'esistenza della vita su Marte non sono tanto proibitive
È azzardato dunque ipotizzare che Marte sia stata come la Terra?
Marte ha avuto una storia geologica apparentemente accelerata rispetto alla Terra. Si può notare anche dalla presenza di vulcani spenti. Putroppo è successo qualcosa che ha fatto scomparire il suo campo magnetico e l'atmosfera dunque ha reso impossibile ogni forma di vita, poiché senza atmosfera i raggi cosmici e il vento solare hanno sul pianeta un impatto devastante.

Si parla di una missione su Marte da parte dell'uomo: è possibile?
Certamente. I problemi però sono molti. Innanzi tutto essendo Marte privo di atmosfera gli astronauti sarebbero esposti a radiazioni di poco inferiori di quelle che subirebbero nello spazio. Il periodo di rivoluzione di Marte intorno al Sole è il doppio rispetto a quello della Terra: il massimo avvicinamento tra i due pianeti avviene all'incirca ogni 26 mesi. Se dovessimo pensare di restare sulla superficie del pianeta occorrerebbe almeno un anno. E per andare e tornare bisogna avere carburante a sufficienza, pensare di portarselo è praticamente impossibile.

E quindi come si potrebbe fare?
Si sta pensando di produrre combustibile direttamente sul posto. Come? Inviando su Marte, 2 anni prima dell'arrivo dell'uomo, una missione automatica che produca combustibile, ma tutto dipende dalla presenza di acqua. Se l'acqua c'è ed è accessibile si può scinderla per produrre idrogeno e ossigeno. Ci sono delle macchine provate in laboratorio e i prototipi sono praticamente operativi. La Nasa pare abbia varato un programma di studio nucleare ma ci vogliono degli investimenti ingenti. Il progetto non può essere fatto in maniera unilaterale, deve invece essere pensato con lo sforzo di più nazioni.

Se fossimo solo atterrati in una zona desertica e su Marte vi fosse invece vita?
Potrebbe esserci stata. Potrebbe esserci sotto forma di batteri. Tutto è possibile. Di sicuro la concezione filosofica della nostra missione è cercare una forma di vita così come noi la conosciamo o comunque come la pensiamo. È affascinante il limite tra quello che sappiamo e quello che non sappiamo. Il resto però è solo fantascienza.

8  gennaio  2004

  Claudia Di Meo
  dalla rete
Esa Tutto su Mars Express
Asi Agenzia Spaziale Italiana
Nasa Il Sito Ufficiale

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Ma l'Esa non
si arrende
Il primo tentativo di stabilire un contatto con "Beagle 2 è andato a vuoto. Mars Express, la sonda-madre che continua a orbitare attorno al pianeta rosso, è passata a non piu' di 350 chilometri sulla zona nella quale si suppone sia scesa "Beagle 2" nel giorno di Natale, ma le speranze di raccogliere qualche "bip" sono andate deluse. Il senso di sconforto degli scienziati dell'Agenzia spaziale europea (Esa) è accentuato dal successo della missione americana che domenica scorsa ha portato su Marte la sonda "Spirit". Ma nonostante l'esito negativo tecnici e scienziati non si rassegnano. «Non abbiamo raccolto un segnale dalla superficie di Marte, ma ciò non rappresenta la fine della storia: abbiamo altre carte da giocare», ha detto David Southwood. «Dobbiamo continuare a giocare fino al fischio finale», ha precisato. Mars Express ripasserà sulla zona l'8, il 9 e il 10 gennaio: e se anche questi tentativi daranno esito negativo, ci riproverà il 12 e il 14. In caso di silenzio persistente sarà fatto un ultimo, estremo tentativo in febbraio. In questi giorni anche i radiotelescopi e Mars Odyssey, un altro veicolo della Nasa hanno tentato di rintracciare "Beagle 2", che ha la forma di un disco delle dimensioni di un ombrello aperto e pesa 34 chilogrammi, ma senza successo.
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