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Missione su Marte

L'uomo è pronto a sbarcare sul Pianeta Rosso. Non è più solo fantascienza

Sfidare il buio dello spazio oltre la Terra per raggiungere Marte. È questo l'obiettivo di molti scienziati in tutto il mondo. Arrivare là dove nessun uomo è mai arrivato. Così grazie anche all'entusiasmo suscitato dalle immagini che la piccola sonda americana Spirit sta inviando in questi giorni sulla Terra, si sta pensando a una missione spaziale che possa sbarcare sul Pianeta Rosso. Quando? Subito. Anzi no, ancora prima. Alla Nasa parlano di missione umana in un arco di tempo previsto tra il 2015 e il 2030, ma le difficoltà da affrontare sono enormi. Innanzitutto il costo, che supererebbe i 60 milioni di dollari; poi la durata del viaggio, le condizioni in cui gli astronauti verrebbero a trovarsi, le scorte di cibo da caricare sull'eventuale mezzo di trasporto e molti altri aspetti piccoli e grandi.

Le difficoltà
Marte dista circa 55 milioni di km dalla Terra. Attualmente con i razzi a propulsione chimica per volare sino al Pianeta sarebbero necessari circa 180 giorni di viaggio e altrettanti per tornare. Gli astronauti in missione sarebbero 6 o 7 e dovrebbero rimanere sul suolo marziano per circa 500 o 600 giorni, cioè fino al riavvicinamento tra loro della Terra e di Marte. È infatti noto che la distanza tra i due pianeti varia da 400 milioni a 57 milioni di chilometri. Solo con un favorevole allineamento Sole-Terra-Marte sarebbe possibile il ritorno per gli astronauti. Inoltre, questi ultimi sarebbero esposti a una dose di radiazioni cosmiche doppie rispetto a quelle che, per esempio, ricevono oggi nella stazione spaziale orbitante. In condizioni prolungate di scarsa gravità poi, il fisico subisce notevoli mutamenti, le ossa diventano fragili e i muscoli si atrofizzano.

Il sogno
Per realizzare il progetto, è in fase di studio un razzo a propulsione nucleare in grado di ridurre i tempi di viaggio e dunque di permanenza sul Pianeta Rosso. Ma lo studioso Franklin Chang Diaz,del Johnson Kennedy Space Center di Huston, sta studiando anche un metodo basato sulle onde radio. Il carburante necessario per il viaggio d'andata e ritorno sarebbe generato dal surriscaldamento, tramite onde radio,di un fluido di idrogeno che, portato ad altissime temperature, produrrebbe un gas che dovrebbe generare la spinta propulsiva del vettore.

Il progetto Italiano 242
Il professor Carlo Rubbia ha sviluppato un progetto, attualmente fermo per mancanza di fondi, che prevede la possibilità di viaggiare nello spazio utilizzando semplicemente l'isotopo di un elemento chimico, l'americio. A differenza dei propulsori normali, in cui si verifica una reazione chimica che produce calore e genera la spinta, nel caso dell'isotopo di americio il calore è prodotto dai frammenti di fissione, che possono riscaldare il gas senza alcun limite di temperatura, permettendo di ottenere velocità di 50 km/s. Un sistema adatto solo ai viaggi spaziali "a lungo raggio". In teoria, utilizzando una spinta continua come il propulsore ad americio, non si viaggerebbe più per inerzia come avviene oggi con i normali razzi, seguendo le traiettorie obbligate dalla gravitazione universale, ma si potrebbero manovrare le navette spaziali a piacimento e raggiungere progressivamente velocità molto elevate. «In questo caso - ha assicurato Rubbia - per raggiungere il Pianeta Rosso basterebbe un mese e mezzo, ci si potrebbe fermare per un altro mesetto sulla sua superficie e poi tornare, facendo tutti i giri che si vogliono».

Un sogno dunque possibile, che potrebbe aprire la strada a una colonizzazione del Pianeta Rosso, a esplorazioni mai viste. La sonda Spirit, il piccolo robottino che sta calcando il suolo di Marte, continua a inviare foto assai interessanti e nei prossimi giorni andrà alla ricerca di acqua. Se dovesse trovarla, sarebbe anche possibile trovare una forma di vita e la frontiera verso la conquista dello spazio potrenne essere davvero spalancata.

7  gennaio  2004

  Claudia Di Meo
  dalla rete
Nasa Il sito ufficiale
Esa Tutto su Mars Express
Pianeta Rosso Marte senza segreti

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Alla Nasa tutti entusiasti
A differenza della missione spaziale europea dell'Esa, Mars Express, quella americana è giunta a destinazione felicemente. Così, i tecnici della Nasa hanno immagini del suolo marziano trasmesse con una nitidezza senza precedenti dal modulo di discesa robotizzato della sonda Spirit, inviata alla ricerca di indizi di forme di vita, antiche o attuali, sul pianeta Marte. Il dispiegamento della principale antenna rice-trasmittente del robot sul suolo marziano consente inoltre di ridurre a soli nove minuti il tempo necessario per le comunicazioni fra Marte e il Jet Propulsion Laboratory (JPL), dell'ente aero-spaziale statunitense a Pasadena. Gli scienziati del JPL sono entusiasti delle prime giornate di lavoro del robot di superficie: 24 ore dopo le prime fotografie in bianco e nero e a bassa risoluzione, sono arrivate dal robot marziano le nitidissime immagini e a colori.
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