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Le nuove frontiere dell'informazione online

Finiti i tempi dei pionieri è ora di bilanci: le news in rete reclamano pari dignità rispetto alla carta stampata

La storia dei giornali online, anche se recente, è difficile da tracciare con precisione. Non sono poche le testate che reclamano il primato. Di certo si sa che sono stati gli americani i veri pionieri dell'informazione in rete. I primi esperimenti risalgono agli Anni Ottanta, quando i grandi provider (CompuServe, Prodigy e naturalmente America Online) inserivano sulle loro home page le prime strisce con brevi news e informazioni sui titoli in Borsa. La vera svolta arriva nel 1992, quando va online la versione elettronica del Chicago Tribune. A differenza delle più grandi e blasonate testate italiane, che nei primi tempi hanno commesso l'errore di trasferire semplicemente sul web le pagine del giornale, il Chicago Online fornisce contenuti pensati appositamente per la rete, affiancati dai più importanti editoriali della giornata. L'anno successivo il giornale assume nuovi redattori e realizza un prodotto più ricco e completo. Stando ai dati forniti dalla Newspaper Association of America, ad aprile 1993 erano 12 i quotidiani nordamericani presenti in rete.

Nel giugno del 1994 il New York Times si ritaglia uno spazio sul web all'interno di Aol, tutti gli altri giornali seguono a ruota aprendo siti autonomi o appoggiandosi a grandi portali. Nel 1995 il colosso Cnn sbarca su internet tallonato, nel 1996, dal diretto concorrente Msnbc. I due siti si accaparrano immediatamente un'ampia fetta di navigatori, gli stessi utenti già fidelizzati dalla tv. Nei 5 anni successivi l'informazione online subisce una spinta propulsiva caratterizzata da esuberanza, ottimismo e voglia di sperimentare. Da una parte c'è chi insegue il sogno di un'informazione più libera e completa, dall'altra c'è chi insegue il sogno del profitto. Entro la fine degli Anni Novanta tutte le più grandi aziende contano su un proprio giornale o canale di news, motivo d'orgoglio ma anche investimento a medio termine: si calcola che entro 5 anni le testate online devono cominciare ad autofinanziarsi se non a rendere in termini di introiti pubblicitari e come veicolo di utenti. Nel 2000 i dati della Newspaper Association of America parlano di 1.200 quotidiani nordamericani su internet.

I primi mesi del 2001 la crisi della new-economy scuote anche l'editoria elettronica, persino Cnn e il New York Times sono costretti a tagli tra le fila dei redattori online, mentre la Fox chiude addirittura i battenti della redazione, affidando le news su internet alle cure dei giornalisti che lavorano per i tg della tv via cavo (quella che da noi è satellitare). Unica nota positiva: nonostante la grande portata della crisi di tutto il settore internet (e-commerce e telecomunicazioni in primis), nonostante i tagli alle redazioni, i giornali online non chiudono, continuano a pubblicare, continuano a esistere, anche se con meno persone, segno che l'informazione è ancora imprescindibile, come fiore all'occhiello e come investimento.

L'Italia ha vissuto in piccolo le stesse avventure e gli stessi patemi, così come gli stessi scossoni. Con il vantaggio, in alcuni casi, di poter imparare dall'esempio degli americani: gli investimenti non sono stati tanto ingenti da determinare crolli catastrofici. D'altro canto, mentre negli Usa l'informazione online gode di pari dignità rispetto alla carta stampata (una svolta tuttavia recente), in Italia sono soprattutto i lettori a dare fiducia a chi realizza un quotidiano online, mentre gli operatori del settore (compresi gli organi istituzionali) tendono a considerarlo un prodotto di serie B. Fortunatamente è l'utenza a fare la differenza (e non l'atteggiamento un po' snobistico dei colleghi della tv o della carta), i navigatori che giorno dopo giorno tornano a consultare lo stesso giornale online e si affidano alla rete (e non all'obsoleto Televideo) per essere aggiornarti sulle ultime notizie. Esempio eclatante, e tristemente noto, l'attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono dell'11 settembre 2001: tutti coloro che possedevano una connessione al web si sono collegati, perché internet offre informazione in tempo reale più di qualsiasi altro mezzo. Prossima grande rivoluzione: le news via sms.

22  dicembre  2002

  Giorgia Camandona
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Il quotidiano del portale Libero.it nasce il 26 giugno 2000 a Milano. Oltre al direttore, Federico Luperi, sono inizialmente cinque le persone che danno vita a News2000. A queste se ne aggiungono altre quattro nel settembre dello stesso anno e un'altra a novembre. I navigatori aumentano di mese in mese, mentre la struttura del giornale si arricchisce di servizi speciali e rubriche. Nel febbraio 2001 in redazione arrivano altre due persone e altre quattro a marzo. Mentre il settore editoriale negli Stati Uniti è in piena crisi, in Italia il quotidiano di Libero continua a crescere, pur non potendo contare su un nome noto, un'edizione cartacea o televisiva, come accade per altre testate online. Con l'assunzione di due nuove persone nel febbraio 2002, News2000 può contare anche su una redazione romana. Ultimo arrivato, nel luglio 2002, un caporedattore. La nuova scommessa di questa testata, che si è più volte aggiudicata il primo posto tra i quotidiani online più letti d'Italia, la fornitura di notizie sul cellulare.
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