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Una webcam contro la solitudine Un ospedale di Parigi ricorre a una telecamera collegata a internet per rompere l'isolamento dei bambini ricoverati in camera sterile
Internet ha varcato la soglia dei policlinici. Nei nuovi templi della salute dove la tecnologia regna sovrana, c'è posto anche per il web. Sempre più numerosi sono i nosocomi che si dotano di accessi alla rete con l'obiettivo di rendere la degenza più umana, soprattutto per quei pazienti che vogliono sapere cosa succede fuori. Ma c'è chi si è spinto più in là: l'ospedale Saint Louis di Parigi ha installato un computer e una webcam in ognuna delle quattro camere sterili riservate ai giovanissimi pazienti affetti da leucemia acuta. In questo modo pazienti e piccoli possono vedersi e parlarsi in ogni momento della giornata.
La leucemia acuta è un cancro pediatrico curabile nel 75% dei casi ma il trattamento con la chemioterapia non è molto cambiato rispetto a 30 anni fa. In compenso, il ricorso alla camera sterile per isolare il bambino durante la terapia ne ha accresciuto l'efficacia. Così, il paziente rimane "incarcerato" in una cameretta di 2,50 metri quadrati, lontano dai suoi punti di riferimento abituali: la famiglia, gli amici e la scuola.
Una situazione che rischia di mettere a dura prova la capacità di sopportazione dei giovani ospiti, già indeboliti dalla malattia. Con un'iniziativa senza precedenti battezzata operazione "Perce-Muraille", letteralmente fare un buco nel muro, la fondazione francese Boulanger e il servizio di pediatria a orientazione ematologica dell'ospedale Saint Louis di Parigi vogliono alleviare il senso di isolamento dei piccoli pazienti affetti dalla grave patologia.
Grazie all'introduzione della webcam, la camera sterile si trasforma in un prolungamento dell'habitat familiare e il bambino può mantenere una relazione tutto sommato normale con l'ambiente. Un aspetto che può rivelarsi essenziale in un momento di grave disagio e fragilità. Certo il sistema non stato semplice da mettere in piedi e le difficoltà logistiche non sono mancate: prima di tutto bisognava cablare le quattro camere sterili dell'ospedale, introdurre l'informatica e i tecnici di manutenzione nel reparto. Sempre rispettando i criteri di sterilità del luogo, naturalmente. In un secondo momento si è passati alla formazione telematica dei bambini e dei genitori.
Grazie alla tecnologia Hélène, 14 anni, ha potuto rompere l'isolamento durato 81 giorni giocando online con i suoi fratelli a casa o parlare con i genitori e amici nei momenti di maggior sconforto. Il muro di separazione è stato rotto. Missione compiuta, dunque.
12
luglio
2003
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