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scienza & web 
Tecnologia da indossare

I nuovi tessuti preparati dalla scienza saranno a prova di caldo e di batteri

Anche la maglietta della salute diventa ipertecnologica. Con le fibre di nuova generazione, nel guardaroba si cambia registro. Niente più fronzoli, qui si bada al sodo e i nuovi capi di vestiario in arrivo lo dimostrano: la t-shirt di nuova generazione rilascia profumi, i pantaloni emettono farmaci e vitamine ma non solo, sanno tenere lontane le zanzare e il caldo torrido. Agli abiti potrà essere affidato anche l'arduo compito di combattere l'invecchiamento. E questi non sono che alcuni dei vestiti che un gruppo di scienziati del Cnr propone per l'estate, riuscendo a coniugare con singolare disinvoltura moda, tecnologia e salute. Il tutto riassumibile sotto il motto: vestire bene per vestire sano.

Grazie a questa sartoria a metà strada tra moda e hi-tech chi soffre di diabete e deve fare i conti con ulcere cutanee avrà a disposizione dei calzini realizzati con filati che contengono craybon, una sostanza che si ricava dalla corazza dei granchi, ricca di chitina, che velocizza il processo di cicatrizzazione dei tessuti cutanei. I nuovi tessuti usano lo stesso principio utilizzato per i cerotti che vengono attualmente applicati sulla pelle e rilasciano principi attivi.

«Abbiamo inserito, nelle fibre sia sintetiche sia naturali - spiega Cosimo Carfagna, direttore dell'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) - delle microcapsule che contengono sostanze non tossiche, in grado di difendere il corpo umano dal calore esterno, che non arriva a contatto di chi indossa l'abito». Gli allergici potranno indossare tessuti ipoallergenici fatti con fibre ricavate dall'estratto della fermentazione degli zuccheri del mais. Felici saranno gli sportivi che potranno contare su un nuovo alleato contro odori sgradevoli e il rischio funghi: nuove calze e magliette contenenti un po' d'argento risolveranno questi piccoli problemi.

Ma la vera nuova frontiera dell'abbigliamento hi-tech è costituita dai vestiti interattivi. «Si tratta di tessuti - spiega Carfagna - in grado di effettuare veri e propri check-up. Pressione arteriosa, battito cardiaco o livello di glicemia saranno presto monitorati dall'abito indossato, grazie al suo tessuto munito di specifici sensori». Il vestito che verrà ha un regalo pronto per tutti, anche per la moda. Il regno dell'effimero si ricongiungerà con l'eterno: quando i capi di vestiario passano di moda possono essere riutilizzati come fertilizzanti.

8  giugno  2004

  Michel Paganini
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Vestito autopulente
Al bando le lavatrici. A pulire i vestiti non sarà più la vecchia e cara lavatrice ma un esercito di batteri introdotti nelle fibre del tessuto. I piccoli organismi prodotti dall'ingegneria genetica potranno essere utilizzati per impermeabilizzare i tessuti prolungandone la vita. È quanto sostiene Alex Flower dell'università del Massachussets. Il ricercatore americano utilizza fibre ricavate dalla pianta della seta del Genere Genziana e vi inserisce gocce di gelatina contenenti migliaia di batteri Escherichia coli modificati geneticamente. I microrganismi danno vita a una colonia che per nutrirsi e sopravvivere distrugge le particelle organiche dello sporco.
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