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A pesca col satellite

A Mazara un nuovo progetto prevede l'uso di tecnologie innovative per pescare nel rispetto dell'ambiente

da Mazara del Vallo (Tp)

L'intelligenza artificiale, le reti neurali, il satellite e le nuove tecnologie saranno al servizio della pesca a Mazara del Vallo, il porto peschereccio italiano più grande d'Europa. Grazie al cosiddetto "progetto Prore" si useranno infatti modelli bio-economici e algoritmi della logica fuzzy per monitorare una risorsa ambientale (e gastronomica) importante: il pesce. Il progetto è curato dall'Irma, l'Istituto di ricerche sulle risorse marine e l'ambiente del Cnr di Mazara del Vallo. Il Canale di Sicilia si è impoverito di pesce negli ultimi decenni e la Ricerca propone una strada hi-tech per ripopolare il mare. Abbiamo chiesto al professor Dino Levi, direttore dell'Irma, di spiegare in breve quali sono le linee guida del progetto. Attraverso il satellite si potranno osservare i banchi delle specie presenti e sulla base dei dati acquisiti negli ultimi vent'anni sarà possibile sviluppare un modello per prevedere il ripopolamento e lo sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche, analizzandone l'abbondanza e la distribuzione.

Qual è l'obiettivo principale che vi proponete? Migliorare le condizioni di pesca o gestire meglio le risorse?
L'obiettivo è una pesca diversa con una gestione innovativa. Attualmente la pesca non è gestita nel Mediterraneo, tranne quella del tonno le cui quote di cattura vengono fissate da una commissione internazionale. Qui a Mazara la pesca a strascico coi metodi classici, consolidati, è il tipo di pesca che ha avuto i fallimenti gestionali più clamorosi. Nell'Atlantico settentrionale ci sono stati episodi di crolli nelle risorse, malgrado si fosse investito moltissimo. Ma la causa non è necessariamente l'iper-sfruttamento, ci sono di mezzo anche i fattori climatici.

Che tipo di dotazione tecnologica si prevede di utilizzare e dove sarà installata?
Faremo corsi ai capitani dei motopescherecci e insegneremo loro a utilizzare tutti gli strumenti di cui li forniremo. Poi ci sarà lo sviluppo di nuovi apparecchi, perché molta della strumentistica attraverso cui effettuare le misure oceanografiche o meteorologiche è nata per condizioni oceaniche, e per il Mediterraneo ci vorrebbe più miniaturizzazione. È prevista una rete permanente di sensori di diversa tipologia (imprese di pesca, satelliti, sensori oceanografici), per la raccolta sistematica dei dati relativi a catture commerciali, sforzo di pesca, parametri ambientali da satellite, osservazioni ambientali sul posto.

E a terra?
Siamo riusciti ad attrezzarci con una parabola sul tetto dell'istituto e abbiamo ordinato le serie storiche di vari satelliti già in archivio, perché c'è tutto un lavoro di ricostruzione del quadro che ci interessa per il passato come calibrazione per il futuro.

Quali altre fonti di dati avete a disposizione?
Dal 1984 ogni anno, per una stagione o due, stiamo in mare o in campagne di pesca a strascico sperimentali che sono indagini campionarie per sapere qual è la situazione delle risorse in mare. Recentemente stiamo usando le reti neurali artificiali associate a un po' di fuzzy logic per cercare di fare previsioni.

Com'è la situazione del pesce nel canale di Sicilia?
Alcune risorse stanno bene, per esempio il gambero rosso. Nella pesca al gambero viola forse bisognerebbe darsi una calmata, mentre il merluzzo si difende da solo finché dura. Per le risorse più comuni ci sono piccole variazioni di abbondanza a un basso livello. Le probabilità di collasso sono elevatissime ma sarebbe bello ritornare alle condizioni di abbondanza che si registravano 20-30 anni fa. Perché questo è possibile: dal punto di vista tecnico è possibile aiutare i pescatori a pescare bene.

È prevista una regolamentazione dell'attività dei pescatori?
In un panorama di congelamento nominale dello sforzo di pesca che ci dovrebbe essere, è importante sapere dove e quando ogni specie va pescata, per pescarla in condizioni di equilibrio. Occorre monitorare anche se le condizioni che determinano questo equilibrio, cioè le condizioni ambientali dovessero cambiare.

Il progetto non è ancora partito?
Il Cnr ha chiesto di fermare il progetto in attesa di dare una nuova forma al Cnr stesso. Spero che non sia incoerente con quello che sarà il nuovo organismo.

Quando prenderà il via?
Si parla di due o tre mesi.

Come verrà recepito dai pescatori mazaresi?
Ovviamente per mettere in atto il progetto è prevista la partecipazione delle imprese. Tanto è vero che questo programma è proposto nell'ambito della legge 297, che fondamentalmente è una legge di collaborazione della ricerca pubblica con le piccole e medie imprese. Questa è la vera scommessa.

26  maggio  2004

  Daniele Passanante
  dalla rete
Cnr Il Consiglio nazionale delle ricerche
Irma L'Istituto di ricerche sulle risorse marine e l'ambiente
Mazaraweb Il portale di Mazara del Vallo

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Cosa dicono i pescatori?
Il comandante del moto-peschereccio "Boccia Secondo" uno dei più nuovi e tecnologicamente all'avanguardia nel porto di Mazara, Gaspare Giacalone ha una reazione scettica all'idea di un progetto che coinvolge i satelliti: «Il satellite? È un po' troppo complicato e probabilmente costoso. Basterebbe una relazione del Cnr in cui si specifichi il periodo in cui il gambero o il pesce si ripopola, per concedere a noi pescatori un fermo biologico. Lo chiediamo da parecchio tempo, ma non è stato mai concesso. Questi periodi noi marinai li conosciamo bene per esperienza e i ricercatori li conoscono scientifica- mente». Qual è la situazione di pesca? «Non c'è un periodo di ripopolazione del pesce: abbiamo notato che quando ci sono per noi pescatori periodi di ferie, subito dopo si pesca meglio. Se il mare si riposa e si lascia in pace qualche profitto in più si vede».
Le reti neurali
I parametri ambientali da satellite, le osservazioni ambientali, i dati meteorologici, le statistiche di cattura, le serie storiche di abbondanza delle risorse confluiscono in una banca dati geo-referenziata unificata gestita da un database e da un Gis (Sistema informativo geografico) per il trattamento dei dati geografici. «Verranno sviluppati - spiega il professor Levi - modelli e simulazioni tramite l'utilizzo di procedure computazionali-intensive quali le reti neurali artificiali che offrono una classe molto ricca e flessibile di modelli non-lineari applicabili in ambiti estremamente ricchi di dati».
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