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scienza & web 
Il futuro del libro? Sul web

Alcuni dicono: sarà una morte lenta, ma inesorabile. Altri propendono per un più naturale equilibrio. Ed è proprio quello che sta per accadere. Intanto la British Library mette online gli appunti di Leonardo

La domanda se l'era digitale porterà alla morte del libro se la sono posta in molti e la risposta può essere "sì" o "no" a seconda che si creda o meno nella capacità di internet e delle nuove tecnologie di condizionare le nostre scelte, le nostre abitudini. I fautori del "sì" hanno cominciato tempo fa a teorizzare (e poi mettere in pratica) la "paper-less firm" e forse sono riusciti a tagliare i costi di carta di molte aziende. Tuttavia le fotocopiatrici vanno ancora alla grande e sono molto più piccole, veloci e affidabili di una volta. Sfogliare tra le mani una presentazione anziché visualizzarla sullo schermo è poi un "vizio" che sarà difficile estirpare. I fautori del "no" inorridiscono al solo pensiero di non poter sfogliare l'amato volume, comprato rigorosamente in libreria e scelto con cura maniacale, e inalare a pieni polmoni quell'aroma misto di colla, inchiostro e cellulosa che emana un libro fresco di stampa.

Nell'era digitale possono apparire romanticismi senza senso, ma sono anche le resistenze culturali e psicologiche a "frenare" certe "rivoluzioni". Così come c'è voluto tempo per far sì che la gente apprezzasse il fatto di poter acquistare libri o dischi online, ci vorrà altrettanto tempo (e forse molto di più) a concepire di avere la propria opera preferita "zippata" in un file. Dalla realtà dell' e-booka intere opere consultabili online non c'è un abisso temporale. Oggi Amazon con il suo servizio "Search Inside the book" e domani il motore di ricerca Google con il suo "Project Ocean" stanno ponendo le basi degli strumenti del sapere del prossimo futuro. Un futuro dove persino la "Grande Bibliotéque" parigina rischia di apparire obsoleta e "antica" prima del tempo. Il progetto di Google ha come obiettivo quello di mettere a disposizione degli utenti i volumi della biblioteca di Stanford i cui diritti d'autore sono scaduti. Qualcosa come milioni di libri consultabili direttamente dal pc.

Ad aprirsi verso il mondo della rete non è stata per prima Stanford. Ci ha pensato di recente la British Library e lo ha fatto rendendo disponibili i suoi tesori più rari e inaccessibili nella versione originale. Certo "sfogliare" uno dei libri più antichi al mondo come il "Diamand Sudra" al pc non è come srotolare la pergamena di quasi mille e duecento anni fa, ma il valore del documento è enorme se si pensa ai servizi aggiunti: la traduzione, le note, la possibilità di zoomare parti del documento, il commento audio. La sezione "Turning pages" della British Library mette a disposizione anche gli "Appunti di Leonardo", scritti in maniera speculare e opportunamente tradotti (in inglese) e un'altra decina di documenti medievali e rinascimentali di altissimo pregio, tutti pienamente consultabili. L'iniziativa della British Library ha pochissime settimane di vita e ha tutta l'aria di voler estendere anche ad altre biblioteche la propria idea: "per attrarre visitatori, aumentare il traffico del sito, informare e intrattenere i vostri ospiti" si legge nelle note degli organizzatori.

9  maggio  2004

  Andrea Muti
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Il trovalibri
Se cerchi un saggio, un romanzo, un libro comunque "introvabile" oggi hai una chance in più di trovarlo. Da qualche mese esiste un sito ilpostodeilibri.it dove oltre alle recensioni, ci sono tutte le indicazioni utili sui romanzi dell'800 e del '900 spariti dal mercato, non ristampati, ma anche "riscoperti" (come Georges Simenon), "sopravvissuti" come i grandi classici. Di ogni libro sono riportate le indicazioni per trovarlo, le biblioteche, edicole e librerie, perfino i mercatini dell'usato.
Verbi invadenti
Ha debuttato in Francia il primo romanzo senza verbi. S'intitola "Le train de nulle part" (Il treno che non va da nessuna parte) e l'ha scritto Michel Thaler. In 233 pagine ha ammesso solo l'uso del participio passato come aggettivo. «Una sfida letteraria che bisogna assolutamente avere in biblioteca», spiegano alla casa editrice Adcan.
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