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scienza & web 
Telefonini crescono.
E diventano palmari

Il caso di una società wireless di Torino che sviluppa software per cellulari

Entro 5-10 anni si possono fare previsioni sull'utilizzo di un cellulare? Come cambieranno i telefonini? Da status symbol a oggetto utile. Non soltanto per parlare. L'integrazione di internet grazie a progetti come l'i-mode di Wind è stata già introdotta. In attesa dell'umts che velocizzerà ulteriormente il download e dunque la fruibilità di contenuti, abbiamo chiesto a Vittorio Bertola - presidente e cto di Dynamicfun, giovane ingegnere elettronico ed esperto di telefonia mobile - come si sta evolvendo il mercato: «In realtà - spiega Bertola - nessuno lo sa, perché in questo settore tutto si evolve alla velocità della luce. Il cellulare si sta sempre più integrando sia con i computer che con i palmari. Il trend più evidente è proprio quello dell'integrazioni fra cellulari e palmari che non saranno più due oggetti separati. E questo è evidente. Anche Nokia punta molto sugli smart-phone, su questi telefoni con un proprio sistema operativo a bordo come Symbian e sul fatto che si possa riuscire ad avere servizi complessi, con un terminale che costi poco. Oggi con un cellulare da 250 euro si possono fare ottime cose».

Di cosa si occupa esattamente Dynamicfun?
Abbiamo sviluppato una piattaforma che serve sia per i giochi che per le applicazioni business e che ha lo scopo di gestire la distribuzione delle applicazioni java verso i cellulari. Una piattaforma multioperatore, per diversi modelli di terminale. Rispetto a quello che c'è sul mercato ha una serie di caratteristiche innovative. Abbiamo un accordo per commercializzarlo in Cina e a Taiwan dove la piattaforma sarà installata.

Java rappresenta uno standard, quali sono i suoi vantaggi?
È una rivoluzione: per la prima volta si dà la possibilità a terze parti di mettere su un cellulare del software proprio. Fino a oggi su un cellulare Nokia potevi installare soltanto software Nokia o al limite qualche funzione inserita dall'operatore di telefonia nella sim. Java crea un modello come internet in cui il cellulare diventa un terminale connesso alla rete, sul quale si possono mettere applicazioni di terzi, esattamente come si possono installare programmi sul proprio computer.

E in Italia? Avete venduto il vostro prodotto a qualche grande azienda?
Sì. Il progetto che abbiamo fatto con Barilla (in realtà con "Number one" che è una sua consociata) riguarda la logistica. Il parco di camion e di operatori logistici trasportano i prodotti come la pasta ai supermercati e ai centri di distribuzione. Da novembre c'è stata una fase di test con 10 camion che hanno provato il sistema che ora viene dato in mano a 300 autisti.

E come interagisce un cellulare nel processo di trasporto della merce?
Funziona così: Number one gestisce la raccolta degli ordini con il proprio sistema informativo. Quando hanno pianificato tutte le consegne del giorno (quali veicoli devono andare dove, a portare cosa) mandano in tempo reale l'informazione sul nostro server con la possibilità di cambiare le informazioni in automatico. Quello che poi succede è che il nostro sistema propaga l'informazione a un'applicazione java che abbiamo consegnato ai loro 300 autisti che hanno in mano un Nokia 3510i, un modello base che ha un costo ridotto.

E l'autista cosa deve fare?
Su questo cellulare c'è una nostra applicazione che si collega al nostro server. In questo modo identifichiamo automaticamente l'autista che non deve neanche autenticarsi. A quel punto viene scaricata la programmazione del giorno: dove deve andare, cosa deve scaricare e così via. Può così leggere queste informazioni eliminando la carta. Inoltre quando arriva a destinazione può avvertire che la consegna è andata a buon fine, che è in ritardo, che l'indirizzo è sbagliato, che ha trovato chiuso e così via. Barilla può così avere in tempo reale l'informazione di dove sono i camion, di quello che è stato consegnato o non consegnato, dei problemi e così via.

Questo riduce i tempi ma non solo. Si eliminano i costi di un call center per esempio?
Sì, è un passo avanti perché prima si faceva lo stesso lavoro con molta carta, molte telefonate e un servizio di assistenza ad hoc che ora non è più necessario.

Un sistema di questo tipo quanto può costare a un'azienda?
L'ordine è di alcune decine di migliaia di euro: da 30 a100mila euro a seconda della complessità del sistema.

Utilizzate anche applicazioni sms?
Ci siamo sempre posti come un'azienda a livello alto a livello tecnologico, non ci siamo mai messi a fare suonerie o dialler, giochini stupidi per fare soldi. Ci poniamo al top della competenza in Italia per questo tipo di applicazioni wireless. Nel campo dell'entertainment con in telefonini si cerca ora di creare una comunità.

9  aprile  2004

  Daniele Passanante
  dalla rete
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La società
Dynamicfun operativa dal gennaio 2003, fondata da Vittorio Bertola tecnico ex Vitaminic, ingegnere elettronico e da altri due soci, raggiunge oggi il numero di 5 partner. Un'azienda giovane i cui dipendenti non hanno compiuto i 30 anni e che si caratterizza per i prodotti molto innovativi. La società è stata finanziata dal consorzio tecnologico Torino Wireless. La missione dell'azienda è stata all'inizio quella di realizzare giochi java e attività di intrattenimento per i telefoni cellulari. «I primi mesi - spiega Bertola - sono stati dedicati a costruire le piattaforme poi andando avanti si scoperto che si possono costruire progetti di logistica e progetti corporate». Dynamicfun fa parte del I3P, l'incubatore di aziende del Politecnico di Torino. Un'azienda piccola e molto specializzata che può permettersi di offrire prodotti migliori a prezzi bassi: competenze elevate a costi ridotti.
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