|
Dall'America alla Cina, la frequenza dei rapporti sessuali
Spaghetti, pizza, mandolino e... sesso. Tra gli stereotipi che si associano agli italiani, non c'è forse anche quello di grandi amatori? Sì. Ma andiamo a cose ben più concrete: quante volte all'anno "lo si fa", su e giù per il Bel Paese?
La risposta l'ha fornita la Durex International, casa produttrice di profilattici, che si è presa la briga di stilare la classifica mondiale sulla frequenza dei rapporti sessuali. La Durex non si è occupata solo di «com'è bello far l'amore da Trieste in giù», come cantava la Raffa nazionale, ma ha effettuato la ricerca intervistando 18.500 persone tra i 16 e i 55 anni, residenti in ben ventisette Paesi sparsi sulla superficie terrestre.
I primi in classifica? Gli americani, che già lo scorso anno avevano raggiunto la vetta. L'amore è a stelle e strisce dunque, anche se, rispetto al 2000, gli statunitensi hanno abbassato la media, passando da 132 a 124 rapporti nel corso di dodici mesi. Seguono Grecia (117), Croazia e Sudafrica (entrambi a 116), Nuova Zelanda (115) e finalmente l'Italia, con 111 rapporti, 27 in più dell'anno scorso.
La maglia nera, la riconfermata dall'anno passato, se l'aggiudica il Giappone, con uno scarsissimo 36. Un po' meglio l'attività sessuale degli abitanti di Hong Kong (63), di Taiwan (65), e della Cina (72).
Riguardo al numero dei partner "cambiati" in un anno, escludendo gli Usa, sempre in testa con una media di 14,3, la graduatoria della promiscuità si discosta dalla precedente. Si susseguono infatti Francia, Australia, Canada, Turchia, Grecia e Giappone. L'Italia è dodicesima, con 8,5 partner. I più fedeli, o abitudinari, a seconda di come si vuole interpretare, sono i cinesi, con 2 partner all'anno.
Complessivamente la media mondiale della frequenza è aumentata da 96 a 97, mentre il numero di partner è sceso da 8,2 a 7,7.
Delusi per il sesto posto? Mettiamola così: meglio la qualità che la quantità. E gli italiani, si sa, "Do it better".
30 novembre 2001
|