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 SEXPO 2001 
Le bambole che non ridono più
Intervista a Jessica Fiorentino, pornodiva triste
Nei suoi occhi, se guardi bene, vedi scorrere ancora lo sferragliare del treno che dalla repubblica Ceka l'ha portata in Italia, vedi i ricordi, la povertà. Le sue parole hanno un sapore dolce amaro di chi ha scelto, per fame, una vita da pornostar, di chi ha dovuto chiudere nel cassetto le speranze e, ancora "adolescente", ha lasciato abbandonate, sopra un letto, le sue bambole.

Jessica Fiorentino, 22 anni, nuova starlette del porno italiano, ha smesso di giocare. È dovuta diventare grande, e inconsapevolmente o meno, è diventata una bambola fra le mane degli uomini, che a differenza dei bambini, non le accarezzeranno di certo i capelli.

«Ho cominciato circa un anno fa - racconta Jessica - facevo soltanto foto hard. Poi, poco dopo ho girato il mio primo film». Intanto la musica sale e lo spettacolo dell'American Play comincia. «Ci sono molti aspetti di questo mestiere che possono piacere - spiega ancora la pornodiva - per esempio il fatto di viaggiare, vedere gente, essere in giro per il mondo, guadagnare molto. Ma ce ne sono tanti altri che non mi piacciono». La bambola della repubblica Ceka diventa improvvisamente impacciata, le sue mani si muovono nervosamente su e giù, tra le paillette di una cortissima gonna: «Mi manca l'amore,  un uomo che mi ami veramente. Questo è un mestiere che non lascia scampo. Appena dico il lavoro che faccio tutti scappano».

Lo spettacolo delle spogliarelliste è quasi finito fra breve toccherà a lei, ma Jessica ha ancora voglia di raccontarsi: «Io so benissimo che se un giorno dovessi trovare l'uomo giusto lascerei questo mondo perché non sopporterei di fare sesso con altri e di fare l'amore con chi amo; l'amore è amore e non va diviso con nessuno». Tra una canzone e l'altra ci racconta anche che il suo cibo preferito in Italia è la pasta, di tutti i tipi, che adora Jennifer Lopez, per il suo portamento e che le piacerebbe girare un film, ovviamente non porno, con Nicolas Cage: «Un attore che mi piace molto, affascinate, interessante, molto bravo", conclude.

Il Dj chiama a gran voce il suo nome; il pubblico batte le mani; Jessica si deve esibire. La musica suona forte in quest'angolo del sexpo. Seduti ai tavolini uomini di ogni età, con i soldi in mano, pronti a palpeggiare seni e sederi di quelle ragazze che, in toples, girano da un pantalone all'altro stabilendo il prezzo alle voglie dei clienti. Jessica sorride, ringrazia, ci invita a restare. Sul palco, con la musica, l'amarezza dei suoi occhi si scioglie e lascia il posto a una sfacciata sensualità. Di fronte a noi, su quel palco, non c'è più Jessica, ma una spogliarellista dai capelli color castano, pronta a spogliarsi per soldi, senza più nessun velo di malinconia, nessuna illusione. Jessica è di nuovo diventata grande, è una vera bambola, una pornostar.
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Sommario
Le bambole che non ridono più


Schegge
Mille miliardi
Mille miliardi.Questa la stima del giro d'affari legale che ruota intorno al mondo del cinema a luci rosse. I film che hanno venduto di più in Italia, negli anni Ottanta, sono quelli di Jessica Rizzo, Selen, Moana Pozzi. Il guadagno di una pornostar è altissimo, può arrivare a incassare fino a 10 milioni. La notorietà paga comunque in termini di cachet per gli spettacoli notturni. La stralette di turno può intascarsi in una sola esibizione di nudo integrale da 600 mila a 2 milioni di lire.

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