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| I peccati moderni |
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Gli italiani declassano la lussuria e condannano gli spioni
Cambia la mappa del peccato. Roba da far riscrivere la sceneggiatura di Seven. E i sette biblici vizi? Materiale buono per le storielle, un po’ come i sette nani.
Pensavate davvero che nell’era del "tutto e subito" e del bieco materialismo la gente fosse rimasta ancorata alle vecchie convinzioni, a un sano concetto di morale e magari persino all’alta spiritualità che aveva caratterizzato la vita dei nostri nonni?
E così, mentre gli italiani sembrano allinearsi al pensiero di Oscar Wilde con un paio di secoli di ritardo, l’idea di peccato cade e si sgretola. L’uomo moderno non pare più temere quell’equazione invisibile ma ineluttabile fra delitto e castigo. I secoli bui in cui l’umanità viveva nel terrore schiacciata dal senso di colpa, sono stati spazzati da un lampo di luce. L’uomo contemporaneo sembra non temere più niente. Con una piccola controindicazione: troppa luce a volte può accecare.
Per ora comunque la razza italica sostiene di vederci benissimo e all’orizzonte non scorge neppure l’ombra di quel vizio chiamato lussuria. Ma su, non scherziamo, la passione è il sale della vita, perché mai dovremmo ostinarci a considerarla un peccato? È stata più o meno questa la risposta del 66% degli italiani a un sondaggio proposto dal mensile Maxim.
E l’accidia? Posto che l’intervistatore ha dovuto tradurre all’85% degli intervistati il significato della parola (e questo già la dice lunga), l’uomo moderno sostiene che un po’ di riposo (fa più “politically correct” che chiamarlo ozio) sia indispensabile nel frenetico tran tran quotidiano, e dunque assolutamente non meritevole di castigo.
Stesso discorso per la superbia. Secondo il 72% dei nostri concittadini, fierezza e orgoglio sono considerate qualità indispensabili per andare avanti in questo mondo di lupi. E così, mentre il vizio diventa virtù, credere nei peccati tradizionali diventa una vera rarità. Con le mosche bianche che ammontano a un misero 6%.
Ma quali sono allora i tabù delle coscienze contemporanee? I nuovi peccati capitali, i vizi moderni, incoronano come sovrano indiscusso il fumo. È questa secondo il popolo italico (29%) la più grave delle colpe. Ma pure fare la spia (22%) è considerato qualcosa di moralmente repellente. Guai anche a chi ha le mani bucate: per il 7% degli intervistati essere spendaccioni non va affatto bene. Così come un imperdonabile peccato nel mondo dell’apparenza è vestir male o in maniera inadeguata alla situazione: almeno così la pensa il 4% degli italiani.
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Svelati da Maxim
Il merito di aver tracciato la nuova geografia del peccato va al mensile Maxim, che proprio questo mese ha deciso di misurare la profondità delle coscienze degli italiani, lasciando che venissero a galla i reali sentimenti dell’uomo moderno. Un sondaggio non privo di sorprese. Del resto, che gli italiani si stiano sottraendo a un concetto di morale biblicamente inteso è dimostrato, non solo dalle priorità dei nuovi peccati, ma anche dall’attuale modo d’intendere senso di colpa ed espiazione: un italiano su tre non ne avverte la minima esigenza, il 29% si sfoga con gli amici in palestra, il 24% tempesta amici e conoscenti di mail e telefonate nelle quali racconta le proprie marachelle. Appena il 7% sente invece ancora il bisogno di una sana confessione in chiesa, fra umide pareti e fragranti incensi. |
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