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| Un filo di desiderio |
Il tanga, magnifico ventenne
Quando lo slip va dal dietologo, ovvero il tanga. L'indumento (se così si può chiamare) che ha fatto sognare ed eccitare milioni di uomini e abbronzare in maniera provocante altrettante donne, in questi giorni celebra il suo ventesimo compleanno. Una ricorrenza che rimanda con la memoria al torrido agosto del 1981, quando Frederick Mellinger, sofisticato produttore newyorkese di biancheria intima, lo lanciò nel suo negozio della 5° Strada.
Il buon Mellinger non aveva comunque inventato nulla di nuovo, si era limitato, come ogni persona scaltra, a copiare. Copiare quella sottile striscia di tessuto tra le natiche che impazzava ormai da anni, in versione costume da bagno, sulle spiagge brasiliane e che sembrava fatta apposta per i proverbiali e perfetti deretani carioca; una striscia che aveva nel suo dna un po' di Italia.
Narra infatti la storia che il tanga nacque agli inizi degli anni '70 dalla provocazione di una certa Rose Di Primo, ragazza brasiliana figlia di emigranti del Bel Paese la quale, per non passare inosservata a una festa in spiaggia, ridusse ai minimi termini a colpi di forbice lo slip del proprio bikini. E inosservata non passò di certo, tanto che in brevissimo tempo i bagnasciuga tropicali si popolarono di "stringhe" supersexy. La signorina Rose fu baciata dal successo? Nemmeno per sogno, anzi: fu talmente sconvolta dalla sua trovata, fu così certa di aver creato un mostro di depravazione che si fece monaca e si rinchiuse in un convento.
Di lì a pochi anni Rudi Gernich ebbe la brillante idea di abbinarlo a un reggiseno, consacrandolo definitivamente come must da spiaggia. Ma solo dopo il lancio in grande stile di Mellinger, che ne fece un indumento intimo pratico e provocante, il tanga prese decisamente il volo. Certo, non tutte le donne se lo potevano permettere (non, certo, per questioni economiche...) ma chi aveva la fortuna di sfoggiare due chiappe da urlo, correva in boutique, decisa a far impazzire il proprio marito o il collega carino (mutanda), oppure i maschietti adoranti sulla playa (costume).
Ora il business del tanga ha assunto dimensioni planetarie e un giro d'affari invidiabile. Nel settore della biancheria intima è balzato in testa tra le preferenze delle teenager e anche come costume da bagno in questa estate 2001 va per la maggiore. Ormai, persino gettando uno sguardo nell'ufficio vicino, si possono vedere colleghe che fingono di nasconderlo sotto gonne o pantaloni praticamente trasparenti. E se si guarda alle fotogallery, è facile capire perché piace.
Se poi si considera che il boom delle vendite, almeno negli Usa è legato al nome di Monica Lewinsky, si può capire come ormai esso sia davvero alla portata di tutte: "carrozzate" perfette e perfette cellulitiche. Il primo assaggio del Sexgate, secondo i verbali di Kenneth Starr, avvenne proprio con la giunonica Monica che, sollevando la propria giacca, mostro a Bill Clinton gli elastici del proprio tanga. Bontà sua...
Comunque sia, mentre il tanga spegne le sue prime 20 candeline, continua ad accendere infiniti desideri. Il web gli tributa fior di siti e il sedere sentitamente ringrazia. Auguri!
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in rete |
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Spicy Tanga pochi, erotismo tanto
Un fan Deretani e non, la fanno da padroni
Da comprare Per una serata particolare...
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| Sommario |
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| Schegge |
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Tanga fiction
"Più divertente di Friends, più avvincente di Beautiful, più struggente di Milagros ma tutta italiana e quindi all'ombra di Un posto al sole...!". Così si autodefinisce "Tanga", la prima web fiction italiana ambientata a Roma dal nome a dir poco evocativo. La storia di due ragazze romane "con occupazioni, caratteri, passioni e fobie diverse e con una sola caratteristica in comune", che si incontrano, convivono e... amano farsi guardare. |
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