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In principio erano pascoli e gelo
Più il vento è gelido, più il cashmere sarà morbido e caldo. Più verdi sono i pascoli, più la lana "merinos" sarà resistente e bianca. Australia, Nuova Zelanda, Kashmir, Mongolia, India, Pakistan... vento, sole, acqua, gelo, pascoli. È dall'irripetibile combinazione di questi elementi che si realizzano le condizioni ideali per ricavare le preziose fibre naturali.
I "Merinos" sono una razza di pecore di origine spagnola: verso la fine del Settecento, il capitano J.W.Mac Arthur portò alcuni esemplari dal Sud America all'Australia. Nella nuova terra, gli ovini, trovando condizioni ambientali perfette, cominciarono a proliferare con una velocità sorprendente. In pochi anni, quello australiano diventò l'allevamento più grande del mondo.
I "Merinos" oggi vengono allevati con successo anche in Nuova Zelanda dove, dato non trascurabile, il rapporto numerico tra pecore e abitanti è di uno a quindici. Gli esemplari dell'isola producono lana di ottima qualità, molto ambita dai compratori occidentali.
Altri paesaggi, altre temperature, stesse particolarità. Ci vogliono i terreni aridi e asciutti dei deserti asiatici, gli inverni freddissimi alternati ad estati canicolari, il vento gelido delle radure brulle, altitudini di oltre 5000 metri... ci vuole tutto questo per trovare il cashmere sotto il pelo delle piccole capre. Prezioso, costosissimo, leggero. E soprattutto molto più caldo di qualsiasi varietà di lana.
Il segreto sta nella fibra: al suo interno, infatti, ci sono delle microscopiche camere d'aria che agiscono come una sorta di isolante termico. Il principale produttore mondiale di cashmere grezzo è la Cina (il nome della razza "kashmir", in realtà, è indiano); all'Italia (Biella e Prato) spetta il primato per la lavorazione. Una curiosità: da ogni capra si ottengono circa 300 grammi di fibra ma solo 120 possono essere utilizzati per la manifattura. Per intenderci, quanto basta per produrre una sciarpettina. Per fare un maglione, servono sette caprette e oltre cinque chilometri di filo.
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