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Quando la burocrazia mette freno alla fantasia
L’idea geniale non basta, anche le menti più brillanti devono fare i conti con documenti, domande in carta bollata, moduli e tasse. Per chi vuole proteggere la propria creatura c’è un passaggio obbligato: l’Ufficio Brevetti. Aspettatevi code agli sportelli, una montagna di scartoffie e qualche centinaio di migliaia di lire in meno nel vostro portafogli. Eh già, perché inventare costa. E non tutto quel che viene brevettato è un successo; anzi, la maggior parte dei progetti presentati giacciono intonsi e mai realizzati negli archivi di Stato.
Archivi non proprio senza pecca, tant’è che sono migliaia le invenzioni e i disegni rimasti sepolti per ben vent’anni in un capannone industriale alla periferia di Roma. Scatoloni, bancali, scaffali dimenticati: l’intero archivio brevetti del ministero dell’Industria dal 1945 al 1966. La riprova dell’estrema organizzazione dell’apparato amministrativo statale. Ma per fortuna qualcuno se n’è ricordato e il ministro per i Beni Culturali Giovanna Melandri, ha annunciato la scorsa estate che il patrimonio era stato recuperato, tirato fuori dalla polvere e trasferito all’Archivio di Stato a Roma, dove sono conservate le opere dell’ingegno italiane dal 1855 al 1945, compresi gli incartamenti di personalità come Enrico Fermi e Guglielmo Marconi. Quest’inverno poi, in accordo con il ministero dell’Industria, è iniziato il lavoro di restauro e catalogazione. Per il pubblico saranno realizzati un cd-rom e documenti fotografici, mentre il sito internet dell’Ufficio Brevetti è già online.
Tuttavia non aspettatevi grandi cose. Registrazione brevetti online? Manco a parlarne. Elenco dei documenti richiesti, in modo da arrivare allo sportello preparati e muniti di tutto? Non proprio. Un archivio consultabile di tutte le invenzioni attualmente protette? Siamo lontani anni luce. Il sito è spartano, e i due link “tariffe” e “documentazione” non sono quel che promettono essere: nel primo caso si tratta di un indice dei costi per la consultazione degli archivi, nel secondo di un elenco di circolari e rapporti informativi.
Molto più utile il sito della Società Italiana Brevetti che, oltre a fornire informazioni su brevetti, marchi e diritto d’autore, offre anche una serie di servizi a chi proprio non ha né il tempo, né la voglia di perdere intere mezze giornate in coda in un ufficio pubblico. Mentre il sito del ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato dispone di un motore di ricerca, per nome o per codice, che consente di verificare tutti i brevetti registrati in Italia e in Europa con la parola chiave, ad esempio, bicicletta. Peccato che spesso la ricerca non vada a buon fine: compare un messaggio che chiede di riprovare più tardi, oppure quando finalmente appare l’elenco tanto atteso e si va a cliccare per avere i dettagli, la sottopagina non è accessibile. Sarà meglio che ministero e Ufficio Brevetti s’inventino qualcosa di meglio...
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