I geni di ogni tempo da Archimede a Einstein
Sono gli uomini che hanno cambiato le nostre vite. Quelli che, senza comandare le guerre, salire su un trono o formulare una legge, hanno aggiunto ogni volta un gradino fondamentale per il progresso dell’umanità. Stravaganti e silenziosi, coltissimi, intuitivi ma anche grassottelli e occhialuti, oppure serissimi e nervosi. Tutti, comunque, studiosissimi, appassionati, pronti a non mollare mai e, qualche volta, anche fortunati. Sono i geni di ogni tempo. In passato, armati di alambicchi, lapis e squadre; oggi, muniti di computer, modem e programmi avanzatissimi. Una cosa è certa: impossibile citarli tutti e ogni esclusione, nelle righe successive, non è un atto voluto.
Sicuramente, ben poca tecnologia aveva a disposizione uno dei padri della geometria (ma anche della filosofia), Pitagora (575 - 490 a.C.). La sua figura la possiamo ammirare anche dipinta nella “Scuola di Atene” di Raffaello. Inventore dell’omonimo teorema, aveva dedicato tutta la sua vita ai numeri, studiando anche il loro potere occulto e misterioso. Tra i suoi discepoli c’è stato anche Archimede (287 – 212 a.C.) ucciso da un soldato romano durante il saccheggio di Siracusa. Il colpo di genio gli arrivò un giorno d’estate mentre si trovava immerso nella sua vasca da bagno: è in quell'occasione che pronunciò la celeberrima esclamazione "Eureka!". Si accorse del moto dell’acqua verso l’alto su spinta di un altro corpo solido (il suo) e riuscì a teorizzare l’omonimo principio della fisica classica. Fu inventore anche di arnesi utili alla guerra, come una potentissima catapulta e la balestra.
Persino il genio dei geni, Leonardo da Vinci (1452 – 1519), aveva progettato macchine da combattimento. È lui la raffigurazione delle infinite potenzialità dell’intelletto: ingegnere e pittore, studioso di anatomia e scultore, architetto e musico. Ogni cosa fatta con smisurata bravura. Grandissimi matematici e fisici nascono, poi, tra il ‘500 e il ‘600. Come Nicolò Copernico (1473 – 1543) che pubblicò le sue teorie solo in punto di morte per paura dell’inquisizione. Altra sorte, (vedi scheggia) toccò invece al padre del metodo scientifico moderno, Galileo Galilei (1564 – 1642) mentre Giovanni Keplero (1571 – 1630) difese e dimostrò fino all’ultimo la rivoluzione della teoria eliocentrica. Genio precoce fu Blaise Pascal (1623 – 1662), che ha 18 anni progettò una efficiente calcolatrice. Oggi, i suoi “Pensieri” sono letti in tutto il mondo.
Il caso, aiutò pure un altro grandissimo scienziato. Dopo Adamo ed Eva, una mela (dice la leggenda) riuscì a cambiare la vita di Isaac Newton (1642 – 1727) che negli anni successivi mise a punto le tre leggi della fisica che portano il suo nome. Con il passare dei decenni, lo studio e l’attenzione della scienza si spostò dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. La chimica, la genetica, la fisica nucleare hanno fatto passi da gigante tra il diciottesimo e il ventesimo secolo per merito di uomini straordinari. In quell’epoca le teorie atomiche hanno preso sempre più corpo e forma per merito di uomini come Daniel Rutherford (1749 – 1819), John Dalton (1766 – 1844), Amedeo Avogadro (1776 –1856), Henry Cavendish (1781 - 1810).
Sul fronte della medicina e della biologia spiccarono: Louis Pasteur (1822 – 1895) che studiò la fermentazione e i sistemi immunitari e Johann Mendel (1822 – 1884), l’abate ritenuto il padre della genetica moderna. Nell’Ottocento è nato il mito della scienza moderna: Albert Einstein (1879 - 1955). La sua teoria della Relatività (1905) ha sconvolto il castello della scienza che esisteva fino a quel tempo e ha spianato la strada alla ricerca nucleare.
I suoi concetti sono stati ripresi qualche anno più tardi Enrico Fermi (1901 – 1954) che negli anni dell’Italia fascista portò a termine con la sua equipe di giovani scienziati (Amaldi, Majorana, Pontecorvo e Segrè) gli esperimenti sull’energia nucleare. Fu un’altra scoperta che cambiò i destini del mondo quando, il bombardiere Enola Gay, nel 1945, sganciò una bomba concepita con gli stessi principi. Sotto, c’erano i tetti di una città giapponese e le vite di migliaia di persone.
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