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Pin-up al fronte

L'embargo delle tre "p" (pork, politic & porn) nel conflitto iracheno non ha frenato la libido dei marines. Anzi...

Stavolta i marines sono rimasti a bocca asciutta: nemmeno l'ombra di una coniglietta ha varcato i confini iracheni per sollevare il morale alle truppe impegnate nella guerra contro Saddam. Eppure nel lontano 1966 ci aveva pensato il mitico Hugh Hefner a spedire al fronte vietnamita la playmate Jo Collins. Francis Ford Coppola ha reso in seguito omaggio a questa "benefica" iniziativa con alcune sequenze mozzafiato di "Apocalypse now", dove succinte ragazze davano spettacolo arrivando a destinazione in elicottero. Ma ormai è storia.

Perfino quel mastino di Norman Schwarzkopf aveva apprezzato l'invio di procaci ragazze nella guerra del Golfo di 12 anni fa e anche più recentemente, in Afghanistan, le "dolls" hanno lavorato per la causa. Oggi, nell'éra di internet e della posta elettronica, la libido viaggia su sentieri virtuali. Il massimo che è potuto accadere a un marine è stato corrispondere via e-mail con una playmate e ricevere una succinta (niente topless, please) cartolina elettronica della suddetta. Meglio iscriversi al club dei "cuori infranti", anche se la modella in questione è Neferteri Sheperd (miss Luglio 2000), una, pare, dalla penna facile.

Playboy si è solo adeguato a un diktat governativo detto in codice "tre p", ovvero: "politic, porn & pork", le tre cose bandite tra i militari, la politica, il porno e il maiale. Tutte per non venire meno al "dovuto rispetto della cultura musulmana". In alternativa, almeno ufficialmente, il presidente protestante e metodista George W. Bush, aveva dato il via libera alla produzione di bibbie speciali, resistenti all'acqua e all'usura, praticamente di plastica. Secondo Bill Bright, pastore e fondatore della setta Campus Crusade Christ, le autorità militari ne avrebbero distribuite 400mila negli ultimi mesi.

Tuttavia, quando si hanno vent'anni o giù di lì, è dura addormentare i sensi con l'anestetico virtuale. Nei pacchi destinati alle truppe giunti in Kuwait, da una media di 10 ad oltre 350 tonnellate al giorno, è arrivato di tutto. È accaduto così che "Playboy", "Penthouse", "Hustler" e "Maxim" (i leader del softcore americano) abbiano passato la frontiera andando ad alimentare i poster appesi all'interno dei blindati e le immagini della playmate ritagliate dentro l'elmetto (non c'è marine che non confessi di "averla" sempre in testa). Tra le truppe, oltre alle "solite" Jennifer Lopez e Britney Spears, è andata per la maggiore Minki Van der Westhuizen, statuaria modella diciannovenne di intimo e costumi da bagno alla quale "Maxim" ha dedicato copertina e ampio servizio.

25  aprile  2003

  Andrea Muti
  dalla rete
Pentagono Il portale della Difesa Usa
Playboy Un'istituzione sempre dalla parte delle truppe
Spicy Le pagine piccanti di Libero

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Regali via web alle truppe
La grande mole di pacchi destinati al fronte ha costretto il Pentagono ad affidarsi ad agenzie specializzate che operano via internet. Dal web è possibile inviare denaro ai soldati e compilare liste di prodotti che verranno poi loro recapitati. Quello che però non viene precisato è che parte dei fondi versati dai cittadini servirà all'acquisto di riviste porno.
Minki
Diciannove anni, bionda scura e occhi verdi, sudafricana di origine boera, Minki van der Westhuizen è stata fino ad ora una delle modelle dell'agenzia Max. Da quando ha posato per "Maxim" Usa è diventata una delle più gettonate ragazze dei soldati sul fronte iracheno.
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