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E se nascerà una bambina poi la chiameremo: Mela

Da Elijah Bob Patricius Guggi Q (Bono Vox) a Tallulah Belle (Demi Moore). I nomi dei "figli dello star system": in pratica, un incrocio tra una galleria degli orrori Anni Ottanta e un posticcio festival new age

I J.R (Gei Ar) e le Sue Ellen (Suellen) ora hanno trent'anni. I Dylan e i Kevin, una ventina. Quelli che sembrano usciti da una partita di "nomi, cose, città, animali, frutti e fiori", da dieci anni a qualche giorno. Soprattutto se si guarda alla voce "figli di genitori noti", meglio ancora alla sottocategoria "born in the Usa". Così, se nel 1909, in pieno fervore futuristico, i signori Montanelli scelsero Cilindro per il loro figlio maschio, nel 2004 Monica Bellucci e Vincent Cassel hanno pensato a Deva (in sanscrito, Divina) per la loro primogenita.

Il repertorio delle stravaganze anagrafiche è corposo, a volte grottesco. Maschietti che portano il nome della città in cui sono stati concepiti (è il caso dei Brooklyn Joseph Beckham), femminucce che si chiamano Tallulah Belle ("cascata zampillante", nella lingua degli indiani d'America), figlia di Demi Moore e Bruce Willis. La coppia ha completato l'opera chiamando le altre due figlie Rumer Glenn (zingara, in inglese) e Scout LaRue (ispirato alla giovane eroina di un romanzo galeotto che, pare, hanno letto poco prima del concepimento).

Analogo demone creativo deve aver colpito Paul Hewson (in arte Bono Vox) e Alison Steward che hanno chiamato i loro quattro pargoli, due femmine e due maschi: Jordan, Memphis Eve, Elijah Bob Patricius Guggi Q e John Abraham. Decisamente più audace la vena di Bob Geldof e Paula Yates che hanno scelto per le loro tre figlie Fifi Trixiebelle, Peaches Honeyblossom, Little Pixie (la signora Yates ha superato se stessa chiamandone un'altra Heavenly Hiraani Tiger Lily). Sofisticato Stella del Carmen, scelto dalla coppia Banderas-Griffith; quasi ascetico Lourdes Maria per cui ha optato (forse colta da raptus creativo?) la pop star Madonna. Curioso il recente Apple (Mela) voluto da Gwyneth Paltrow e Chris Martin per la loro primogenita. Spirituale il Chastity Bono (Castità Bono) dato in dote dall'estrosa Cher a sua figlia.

Quantomeno discutibili, in rapida sequenza, i Diezel e Denim (opera di Toni Braxton e Keri Lewis), i Moon Unit, Ahmet Emuukha Rodan, Dweezil e Diva (registrati all'anagrafe da Frank Zappa in persona), i Prince Michael, Prince Michael II (AKA Blanket) e Paris Michael (osati da Michael Jackson), i Lyric e Zephir (rispettivamente figlia e figlio di Robby Benson), il Tu Morrow (scelto da Rob Morrow e Debbon Ayre per la loro primogenita) e poi Audio Science (nato da Shannyn Sossamon e Dallas Clayton) e il Pilot Inspektor (voluto da Jason Lee e Beth Riesgraf).

L'estro italico non può che inchinarsi al cospetto di cotanta audacia. Così Ilan (Libertà in kiswahili) scelto da Gabriele Muccino, Swami (Amore in indiano) voluto da Elenoire Casalegno e dj Ringo, Akash (Cielo in sanscrito) concepito da Naike Rivelli suonano un po' meno esotici del solito. Non rimane che raccontare la breve e sfortunata storia di Zowie, il nome scelto da David Bowie per suo figlio. L'erede, infatti, appena raggiunta l'età della ragione ha chiesto scusa al padre, è andato all'anagrafe e ha deciso di chiamarsi Joe.

30  settembre  2004

  Barbara Del Pio
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Un motivo c'è
Keanu (Reeves) deriva da una lingua parlata nelle isole Hawaii e significa "Brezza sopra i monti". Winona (Ryder) è un nome tipico della tribù indiana dei Sioux e significa "Primogenita". Gwyneth (Paltrow) in gallese significa "Felicità". Kylie (Minogue) è la parola con cui gli aborigeni australiani indicano il "boomerang".
Figli griffati
Stando alla Social Security Administration, i genitori americani, sempre più spesso, per i loro figli scelgono il nome di una griffe: Chanel, Armani, Dior, Lexus, Loreal (da L'Oreal), Cartier, Timberland e Guinness.
Altro che Kevin
Secondo una recente indagine di Eta Meta Research, in Italia sono i grandi personaggi dell'economia (31% delle mamme intervistate), della politica (23%) e le teste coronate d'Europa (13%) a influenzare la scelta del nome dei nascituri. Largo quindi ai Giovanni (Agnelli), Luca (Cordero di Montezemolo), Lilli (Gruber) e Clotilde (Courau).
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