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Michela Bruni, non squillo ma amante Innocente l'ex valletta di Biscardi coinvolta nell'inchiesta su un giro di prostituzione tra l'Italia e Dubai
Nessuno ha mai messo in dubbio la sua avvenenza e la sua sensualità. In forse, invece, la sua completa estraneità a un giro di prostitute di lusso tra l'Italia e Dubai. Ora però Michela Bruni, l'ex valletta del "Processo di Biscardi", accusata insieme all'ex fidanzato di sfruttamento della prostituzione, può tirare un sospiro di sollievo: a un anno dalla vicenda il pm milanese Luca Poniz ha chiesto l'archiviazione della sua posizione.
Per il magistrato la fotomodella, che nel corso delle indagini si è sempre dichiarata innocente, non era né la mente né una maîtresse d'alto bordo, ma solo vittima del suo ex compagno, Marco Nerozzi, considerato dagli inquirenti il vero regista del giro di squillo: il loro "persistente rapporto d'amicizia" e la "condivisione di beni e di appartamenti, unito a una sicura soggezione" che lui era "capace di incutere" in lei, sembrano spiegare la "remissività" e la "collaborazione" della ragazza "in una vicenda a lei non apparsa come sospetta".
Proprio queste circostanze, e il fatto che l'ex valletta di Biscardi fosse sospettata di un solo episodio riguardante la consegna di una somma di denaro, hanno spinto il pm a ritenerla "estranea all'organizzazione e gestione delle modelle". Organizzazione che invece più di un anno fa ha portato in carcere Marco Nerozzi e il suo segretario factotum con l'accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione.
La verità è che Michela Bruni non si prostituiva a Dubai, dove invece aveva intrecciato una vera e propria storia d'amore con un ricchissimo emiro arabo, che spesso andava a trovare. E soprattutto non era complice dell'ex fidanzato che, al contrario, avrebbe approfittato tanto della sua ricchezza quanto delle sue conoscenze negli Emirati per mettere in moto la sua gestione di modelle. Di quel che faceva Nerozzi, sostiene il pm, Michela Bruni non sapeva e nemmeno aveva sospettato nulla.
Oltre alla richiesta di archiviazione della posizione della showgirl, il pm ha anche chiesto che le venga restituito tutto ciò che le fu sequestrato al momento delle indagini: un appartamento, tre auto di grossa cilindrata, un paio di conti correnti e una cassetta di sicurezza. Siamo sicuri che Michela non desideri altro che tornare alla sua vita e soprattutto alla sua carriera.
26
giugno
2003
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