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Depressione,
un male da combattere

Il nuovo dl Burani-Naro accorpa malattie psichiche e il "male dell'anima"

"Norme in materia di prevenzione, cura riabilitazione delle malattie psichiche": è questo il titolo del nuovo progetto di legge Burani-Naro, un testo che sostituisce la discussa proposta di legge 174 dell'onorevole azzurra Maria Burani Procaccini accorpando psichiatria e depressione.

Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sono almeno 5 milioni gli italiani che soffrono di depressione, senza contare le persone coinvolte indirettamente che vivono questo problema all'interno della propria famiglia. Il costo sociale è elevatissimo: 15 miliardi di euro annui, ossia l'1%del Pil. I costi indiretti in termini di mancata produttività sono pari a circa 4 miliardi di euro l'anno. Si tratta comunque di un calcolo approssimativo, visto che nella Penisola non esistono in realtà dati in grado di tradurre in cifre il peso sociale ed economico della malattia.

Il nuovo disegno di legge prevede l'istituzione di dipartimenti specialistici all'interno dei quali saranno costituiti spazi riservati alla cura del "male dell'anima". D'altronde l'utilizzo di strutture promiscue per psicotici (in Italia ammontano a 500mila) e depressi (che come già detto sono 5 milioni) adottato fin qui, da un lato si è dimostrato troppo costoso e dall'altro non ha risposto alle esigenze delle persone colpite da depressione.

Altre novità inserite nel Disegno di legge sono l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la tutela della salute mentale e il coinvolgimento dei medici di famiglia, che collaboreranno con le strutture sanitarie. Questo per far fronte al problema della diagnosi: attualmente, infatti, la malattia spesso non è riconosciuta, i depressi diagnosticati e in trattamento non superano il 25% del totale. Inoltre i sintomi fisici derivanti sono erroneamente collegati ad altre patologie. In termini pratici ciò si traduce in esami inutili e quindi uscite che gravano sul Servizio sanitario nazionale. La proposta affronta anche le crisi dopo il parto: il male colpisce il 15% delle donne rispetto all'8% degli uomini. Di queste una buona parte è colpita da depressione post-partum.

La discussione in aula è prevista per fine mese, ma le polemiche sono già sorte in sede di Commissione Affari sociali. Le perplessità riguardano non solo l'accorpamento della depressione alla forma psichiatrica, ma anche l'istituzione dell'Agenzia nazionale: «Non ha senso», ha dichiarato il diessino Battaglia, critico anche sui tempi: «Impossibile andare in aula rapidamente». L'Oms ha fatto la sua previsione: entro il 2020 la depressione sarà la seconda causa di costo sociale dopo le malattie cardiovascolari. Riuscirà l'Italia, almeno in parte, a porre margine al problema?

11  marzo  2004

  Alessandra Del Re
  dalla rete
Depressione e Ansia Associazione per la ricerca sulla depressione
Oms Salute mentale Contro i pregiudizi il coraggio delle cure
Società Italiana Psichiatria Attività, documenti e forum
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Si deve fare più
L'impegno economico del Servizio sanitario nazionale è prevalentemente destinato al trattamento delle psicosi: la spesa sanitaria totale in Italia è di 70 miliardi di euro l'anno, dei quali 3,5 utilizzati per la psichiatria. Solo 2 miliardi rappresentano la spesa stimata per la cura della depressione. Secondo l'Oms, la spesa sanitaria per curare la malattia nei paesi industrializzati dovrebbe essere pari al 12% della spesa sanitaria totale, ossia per l'Italia 8 miliardi di euro.
Curarsi è difficile
L'identikit della persona depressa è la donna di mezza età. Il ricorso ai servizi pubblici è in genere scoraggiato a causa dei lunghi tempi di attesa e della selezione (solo alcuni possono usufruire del trattamento). Rimane perciò l'assistenza privata, che a causa dei costi non può essere sostenuta da tutti.
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