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Affari di Stato e affari personali

Imprenditori di professione, politici per missione. Da Berlusconi a Bloomberg, da Soros a Blocher

L'anomalia italiana non è poi così anomala, a conti fatti. Berlusconi non è l'unico imprenditore che negli ultimi anni ha deciso di investire i propri interessi nella cosa pubblica. Certo, è il solo a essere riuscito ad arrivare così in alto, ma nella sua corsa al vertice gode di ottima compagnia. La formuletta per entrare nel cuore degli elettori è sempre la stessa: se nella vita sono riuscito a fare tanto, immaginatevi cosa posso fare per il Paese/il partito/la città, a seconda delle occasioni. Le paroline magiche sono quelle per tutti: efficienza, riordino, organizzazione. Lo Stato come azienda. «Ho passato la mia vita da adulto crescendo la famiglia, creando lavoro e aiutando gli altri. La mia esperienza mi ha insegnato a fare cose in maniera concreta, a tenere insieme persone, a risolvere problemi, a essere onesto e affidabile». Berlusconi? No, Michael Bloomberg, sindaco di New York, in un discorso al pubblico durante la campagna elettorale. Si è presentato agli elettori come l'incarnazione del sogno americano. Nel 1981, licenziato dalla Solomon Brothers, fonda la Bloomberg L. P., un'agenzia di servizi di informazione finanziaria per operatori del settore. Nel 1990 nasce la Bloomberg News. Dopo due anni è la volta di Bloomberg Radio e Bloomberg Television. A completare il panorama una casa editrice che pubblica due collane di libri e cinque periodici specializzati, fra cui il britannico Bloomberg Money e l'italiano Bloomberg Investimenti. Un impero dell'informazione con più di settemila dipendenti. Conflitto d'interessi? Mike fa spallucce.

Christoph Blocher, leader della destra populista elvetica, si è imposto sulla scena politica nel 1992 quando ha guidato con successo la crociata contro l'adesione allo Spazio economico europeo (See). Non è il segretario generale, né il presidente dell'Unione democratica del centro (Udc), ma nel partito è la figura carismatica dell'ala destra (maggioritaria), perfetto interprete di quello che viene definito populismo alpino. Ha 63 anni ed è tra gli uomini più ricchi della Svizzera. Anche la sua carriera parte dal basso: nasce in una famiglia modesta con undici tra fratelli e sorelle, sogna di diventare contadino, studia agricoltura, poi si laurea in diritto all'università di Zurigo nel 1968. L'anno successivo entra nella ditta Ems-Chimie (chimica industriale), di lì in poi la sua carriera sarà fulminante: nel 1971 è gia segretario generale, nel 1973 direttore generale e dieci anni dopo compra l'impresa, la ristruttura e fa fortuna. Oggi è a capo del Dipartimento federale di Giustizia e polizia.

Con un patrimonio personale stimato in circa 8 miliardi di dollari, il magnate del petrolio Mikhail Khodorkovsky, arrestato all'alba del 25 ottobre 2003 dagli uomini del Servizio di sicurezza federale (l'ex Kgb), è considerato il più benestante della Russia. La rivista Forbes l'ha inserito al 26esimo posto nella lista degli uomini più ricchi della terra, lo scorso agosto Fortune l'ha considerato quindicesimo tra gli imprenditori non statunitensi più influenti al mondo. Amministratore delegato della Yukos, la seconda società petrolifera del Paese, è finito tra le maglie della procura generale, che l'opposizione dice essere il braccio giudiziario del Cremlino, con l'accusa di frode fiscale. Khodorkovsky è tutt'ora in carcere, nonostante gli sia stato ufficialmente proposto di trattare la sua liberazione. «Voglio un processo» ha detto e tra la popolazione si sta diffondendo la convinzione che il suo arresto coincida pericolosamente con le sue intenzioni di buttarsi in politica con lo scopo di prendere il posto di Putin.

A questi si aggiunge un outsider di tutto rispetto: George Soros. Nato a Budapest, in Ungheria, il 12 agosto del 1930, è sopravvissuto sia all'occupazione nazista sia al regime sovietico, dal quale è fuggito nel 1947. Dopo la laurea presa alla London School of Economics, nel 1956 si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha cominciato a ottenere profitti grazie a una serie di investimenti internazionali gestiti personalmente. Ha iniziato le sue attività filantropiche nel 1979 sostenendo gli studenti di colore che volevano frequentare l'università di Cape Town, nel Sud Africa dell'Apartheid. Oggi gestisce un network di organizzazioni attive in 50 Paesi. Non si è candidato alle presidenziali contro George W. Bush, non avendo il diritto di farlo poiché nato al di fuori degli Usa, ma ha comunque deciso di far sentire la propria voce: attraverso una delle sue fondazioni ha stanziato milioni di dollari per sostenere qualunque iniziativa possa servire a spodestare Bush dal suo trono. Svizzera, Stati Uniti, Italia, Russia: quanti altri casi nel mondo?

20  febbraio  2004

  Giorgia Camandona
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Mrs. Kerry
Teresa Heinz, sposata al senatore John Kerry, aspirante candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, è nata in Mozambico, ha studiato a Johannesburg (Sud Africa), parla bene cinque lingue e ha lavorato come interprete alle Nazioni Unite. Nel 1966 ha sposato il senatore John Heinz, il multimiliardario re del ketchup. Quando lui morì in un incidente aereo nel 1991, lei ereditò il suo impero alimentare. Oggi la signora vanta un patrimonio personale di 500 milioni di dollari, che però non può utilizzare per aiutare il marito nella sua campagna elettorale. Le nuove leggi varate da Bush, infatti, prevedono che i privati possano donare un massimo di 2mila dollari ciascuno. Così Kerry è stato costretto a ipotecare casa per pagarsi le spese.
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