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I soldi non bastano mai

Gli italiani sono sempre più poveri, non riescono a risparmiare e si indebitano

Gli italiani insoddisfatti della propria situazione economica sono aumentati, soprattutto al Sud, dove le famiglie povere sono 2 su 10 (contro l'1 su 20 del Nord). E non si tratta di tirare la cinghia per fare le vacanze e i regali di Natale, ma di pagare le bollette del gas e della luce: nel meridione ben il 15% ha avuto difficoltà a saldarle. Lo dice l'Istat nell'Annuario statistico del 2003. Lo stesso secondo cui quest'anno le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sono salite, in sostanza, di pari passo con l'inflazione.

Magari non sarà proprio vero, come si sente spesso dire, che "hanno scambiato le mille lire per un euro" però i prezzi sono volati alle stelle: per il Censis l'acqua minerale, la pasta e lo zucchero in alcuni casi hanno superato il 15%, gli ortaggi freschi il 9,3%, le patate del 9% e la frutta fresca del 6,3%, mentre Altronconsumo ha registrato un +17,6% per le melanzane tonde, +7% per i pomodori da insalata, +8,2% per il petto di pollo in fettine, +13,6% per le cipolle rosse. Agli alimentari bisogna poi aggiungere i rincari nei trasporti pubblici, nei consumi domestici, nell'istruzione e nei servizi assicurativi e bancari.

Una conferma in più: il 74,9% delle famiglie dice di non essere in grado di risparmiare o di riuscirci in modo molto limitato. Quelle con minore capacità di acquisto sempre più spesso ricorrono al credito, salito del 6% nel 2002 e del 19% nei primi sei mesi del 2003 (dati Censis). I prestiti sono richiesti soprattutto per l'acquisto di elettrodomestici, autovetture e motocicli.

Fine anno tempo di bilanci insomma, ma nella tredicesima c'è poco da sperare: molti italiani l'hanno già ipotecata per saldare i prestiti contratti con banche e finanziarie (18%), per pagare l'Ici (17,34%), l'assicurazione (13,55%) e i bolli dell'auto e della moto (10,10%), il mutuo (12,33%) e il canone Rai (4,78%).

Confcommercio assicura: il 2004 sarà l'anno della svolta economica, i primi segnali arriveranno all'inizio del secondo semestre. «Crescerà l'economia (+1,3% del Pil), grazie a investimenti ed export. Riprenderanno moderatamente i consumi (dall'1,1% del 2003 all'1,3%)».

E i prezzi? Continueranno a rallentare, dice l'organizzazione guidata da Billè. Saliranno, dice invece l'Intesa dei consumatori, che ha stimato per il 2004 un aumento della spesa annua di 1078 euro.

22  dicembre  2003

  Manuela Magistris
  dalla rete
Istat L'Italia in cifre
Confcommercio La più grande rappresentanza delle imprese italiane
Intesa consumatori Il comitato nazionale delle associazioni di tutela

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Il livello di soddisfazione
L'annuario statistico Istat ha analizzato il giudizio degli italiani sulla propria situazione economica. La ritiene ottima o adeguata: il 68,1% delle famiglie del Nord (nel 2001 era il 76,2%), il 65% di quelle del Centro (era il 73,4%) e il 56% di quelle del Sud (era il 64,8%). Le famiglie che parlano di un peggioramento della propria condizione sono salite dal 27,4% del 1998 al 40,4% del 2002
Beni durevoli
È aumentata la quota delle famiglie con la lavastoviglie: dal 32,1% del 2001 al 33,4% del 2002. Salita anche la diffusione dei telefoni cellulari nel Mezzogiorno - coloro che dicono di averne almeno uno sono passati dal 59% del 2001 al 63% del 2002 - e di personal computer (dal 31,5% al 33,9%).
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