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Droga, la sfida europea

Boom degli stupefacenti sintetici. Onu e Ue al contrattacco

Trenta milioni di persone al mondo hanno assunto almeno una pasticca nel 2003 e il consumo di droghe sintetiche è aumentato del 70% negli ultimi cinque anni. Mentre l'Italia punta verso la parificazione tra le cosiddette droghe pesanti e le droghe leggere, il quadro generale che si delinea dietro le statistiche sposta la prospettiva su un altro orizzonte. Quello che oscilla tra chimica e natura.

La crescente (ma non più tanto nuova) minaccia sul fronte della tossicodipendenza è rappresentata dalle droghe di sintesi, che hanno sviluppato negli ultimi 12 mesi un fatturato globale di 65 miliardi di dollari, finiti nelle tasche delle imprese criminali con profitti che toccano la soglia del 3mila per cento. Nessun stupefacente derivato da prodotti di coltivazione consente ai gestori delle reti di spaccio dei guadagni così elevati.

La conferma arriva dai lavori della Conferenza europea sulla droga, che si è svolta nei giorni scorsi a Cagliari, e dai dati raccolti dall'Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze. Secondo il prefetto Pietro Soggiù, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle politiche antidroga, si tratta di «Una minaccia grave, che costituisce la sfida dell'Europa per il futuro».

Un fenomeno criminale in espansione costante, che sfrutta i vantaggi della tecnologia e i segreti della chimica a differenza della cocaina e dell'eroina in cui «sono necessari milioni di ettari da coltivare - ha spiegato Soggiù -, l'impiego di migliaia di coltivatori, raffinatori, trasportatori, con rischi molto elevati». L'allarme è condiviso anche da Alberto Maria Costa, vicesegretario generale delle Nazioni Unite e direttore esecutivo del programma Onu di controllo sulle droghe: «Quelle chimiche possono diventare il pericolo numero uno».

In ogni caso, il panorama complessivo sulla tossicodipendenza, non riserva alcuna prospettiva rassicurante. Dai dati dell'Osservatorio europeo emergono la crescita dei soggetti in trattamento sanitario e l'incremento del numero dei morti per droga: ogni anno sono circa 9mila (dieci anni fa erano 7mila). I consumatori "problematici" di stupefacenti sfiorano il milione e mezzo, e si calcola che nel Vecchio Continente almeno un adulto su cinque abbia sperimentato una sostanza stupefacente.

La cannabis resta ancora la droga più diffusa. Seguono le anfetamine e l'ecstasy, mentre l'alcol è diventata la sostanza psicoattiva maggiormente utilizzata dai giovani (la percentuale degli studenti di 15-16 anni che si sono ubriacati più di una volta varia dal 36% del Portogallo all'89% della Danimarca). L' Europa resta anche il maggior mercato mondiale per l'hashish. Ma gli esperti assicurano: il sorpasso delle droghe sintetiche avverrà entro cinque anni.

23  novembre  2003

  Mauro Milesi
  dalla rete
Onu Il sito ufficiale
Osservatorio Ue Sulle tossicodipendenze
La droga Secondo il ministero dell'Interno

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Cannabis
number one
La cannabis resta la droga più diffusa in Europa, specie in Francia, Spagna e Regno Unito. Il picco di consumo si registra nella fascia d'età tra i 15 e i 25 anni. L'esperienza sporadica interessa una fascia compresa tra il 20 e il 35% dei giovani; l'uso regolare meno dell'1% della popolazione. In Italia, il 9,4% dei giovani tra i 15 e i 34 anni ha fatto uso di cannabis e proprio alla cannabis sono collegati la maggior parte di reati per droga nell'Unione Europea.
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