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Tele-Camera In diretta dagli studi di "Buona Domenica", sotto lo sguardo vigile di Costanzo, la Turco e la Mussolini hanno firmato una proposta di legge sulle coppie di fatto, con i suggerimenti dei telespettatori
I più ottimisti hanno parlato di Partito delle donne, gli altri di tele-Camera, terza Camera, anti-Camera e anticamera delle Camere. Molti gli scontenti, soprattutto tra le fila della maggioranza. Sta di fatto che il 19 ottobre, in diretta dagli studi di "Buona Domenica" e sotto lo sguardo attento di Maurizio Costanzo, i due onorevoli Livia Turco (Ds) e Alessandra Mussolini (An), hanno firmato una proposta di legge sul riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Il testo è composto di 12 articoli e alla loro stesura hanno partecipato i telespettatori da casa. Collegandosi al sito della trasmissione, Ilmuro.it, la gente ha potuto inviare suggerimenti, impressioni, idee, di cui le due parlamentari hanno assicurato di aver tenuto conto. Insomma, mentre Bonolis a "Domenica In" censura i nomi dei politici nel gioco dell'"E basta!", Costanzo fa esperimenti di democrazia (t)elettronica con due parlamentari di schieramenti opposti.
La proposta di legge è stata depositata lunedì mattina alla Camera e ora dovrà fare il suo iter, ma il fuoco delle polemiche divampa. Riccardo Pedrizzi, responsabile delle politiche per la famiglie per Alleanza Nazionale, non ha apprezzato l'exploit della collega di partito e ci va giù duro con Costanzo: «Va bene che quella del marito della De Filippi è ormai diventata la Camera mediatica, però, finché le leggi si faranno in Parlamento e non in tv, la proposta di legge Mussolini-Turco-Costanzo non passerà». Maurizio Ronconi, dell'Udc, ha parlato di «caccia all'audience» e se l'è presa soprattutto con la Mussolini: «È più brava a fare l'imbonitrice che la parlamentare. Al di là della ricerca di facile visibilità, favorita anche dal nome che porta, la Mussolini evidentemente non sa che per produrre una legge è meglio una silenziosa riflessione, magari un altrettanto riservato confronto con esperti e colleghi, che le luci della ribalta televisiva». Molto aspre anche le critiche giunte da parte dell'Osservatore Romano che fa riferimento «ai giochi di apparente democraticità di una trasmissione in cui un'affermazione particolarmente significativa, in un senso o in un altro, viene troncata da un inserto musicale e dall'introduzione di personaggi spesso completamente al di fuori dell'oggetto che si sta affrontando».
Qualche consenso è arrivato dal Centrosinistra, ottimista la verde Luana Zanella che parla di un «segnale incoraggiante» e definisce l'iniziativa delle due colleghe «ottima per creare un fronte unito delle donne, com'è già accaduto sul tema della procreazione assistita». Imperturbabile, Costanzo replica con un'alzata di spalle alla bagarre scoppiata nella Casa delle Libertà: «Qualcuno nella maggioranza ha perso l'occasione per tacere. Qualche deputato si è sentito espropriato di un privilegio e invece dovrebbe essere sempre così perché in questo modo, ascoltando i suggerimenti degli elettori, le leggi sarebbero meno figlie del compromesso». Le due dirette interessate, che il reuccio della domenica aveva ingaggiato sin dalla prima puntata perché parlassero con i telespettatori e i navigatori di temi d'attualità, non abbassano la guardia: «Noi andiamo avanti. L'unione fa la forza, senza audacia non si fa nulla. Ormai siamo una coppia di fatto. Dicono che è una proposta di legge telecratica? Ho riletto proprio questa mattina la Costituzione e il popolo è sovrano - ha commentato la Mussolini - ma la novità che ha fatto indispettire è un'altra, e cioè che non c'è il filtro dei partiti, che noi due siamo andate oltre e ci siamo rivolte direttamente alla gente. Non è democratico questo?».
Può piacere e non piacere, ma bisogna tapparsi il naso e ammetterlo: Costanzo ha messo un segno un colpaccio. Ha fatto parlare di sé e del suo immenso contenitore domenicale, ha messo insieme le due donne più attive del Parlamento italiano, ha creato un'unione trasversale, ha spinto su una tematica che giace tra le scartoffie parlamentari da troppo tempo. E, in fondo, non ha fatto nulla di più scandaloso di quel che fece Vespa offrendo a Berlusconi una scrivania per firmare il fatidico contratto con gli italiani in piena campagna elettorale. La politica italiana deve imparare ad avvicinarsi alla gente, con un linguaggio più semplice e con tutti i mezzi, vecchi e nuovi, a disposizione, compreso internet, che spesso viene snobbato. Altrimenti si corre il rischio di finire come i californiani, con un Walter Nudo governatore della Lombardia.
23
ottobre
2003
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