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Scommetti sul terrore La Difesa Usa crea un mercato di "futures" su attentati e guerre. Ma è polemica
Proviamo a immaginare. Edizione straordinaria del telegiornale, mezzo busto ansante con la cravatta storta e il volto paonazzo. Poi la frase: "Abbiamo interrotto i programmi per annunciare la morte del presidente americano Geroge Bush, ucciso durante un attentato mentre faceva jogging nel parco della suo ranch privato. Il mondo esprime cordoglio e amarezza. Le Borse internazionali stanno crollando a picco". Stop e fermo immagine su quest'ultima frase del giornalista in tivvù: i mercati in picchiata.
A questo punto il racconto fantastico finisce e ragionando sulla morale possiamo inquadrare il nocciolo della questione. C'è un legame - neanche tanto sottile - che unisce le guerre e il terrorismo all'economia mondiale. E fin qui, niente di nuovo sotto il sole. C'è qualcuno che tenta di sfruttare questo legame per approfondire, capire, inquadrare e soprattutto prevedere possibile eventi sovversivi alla luce delle loro ripercussioni sul mondo della finanza. E anche in questo caso, niente di nuovo sotto il sole. Nel 1863, infatti, il governo confederato americano emise il primo "future militare moderno". Un titolo finanziario rivolto a francesi e inglesi, che rappresentava una sorta di scommessa su chi avrebbe vinto la Guerra civile.
E allora il succo dove sta? Le novità sono due, anzi tre. La prima è che proprio in questi mesi il Pentagono ha deciso di portare a compimento un progetto del tutto simile a quello messo a punto quasi un secolo e mezzo fa. La seconda novità riguarda il canale prescelto per l'iniziativa: il web. La terza è che il piano è naufragato, almeno nella sua versione orginale, proprio in questi giorni.
Cerchiamo di capire. La Darpa (Defence advanced research projects agency) è un organismo del ministero della Difesa statunitense che si occupa delle nuove tecnologie applicate alla strategia e alle forze militari. Una sorta di grande laboratorio dove scienziati di ogni genere lavorano per creare progetti avveniristici utili alla sicurezza nazionale. Negli ultimi mesi, l'Agenzia aveva dato vita a un nuovo progetto che legava il mondo della finanza con quello del terrorismo, attraverso internet. L'iniziativa aveva un budget di circa 8 milioni di dollari, cioè poche briciole rispetto ai miliardi di dollari investiti nel campo militare dagli States.
In sostanza, era stato creato un vero e proprio mercato virtuale di futures, stock options e titoli derivati il cui valore economico era condizionato dalla possibilità che si verificassero nel mondo guerre o attentati terroristici. Per esempio, la morte di Arafat, o un attacco di ribelli in Sierra Leone. Tutto questo si svolgeva sulle pagine web del sito (oggi completamente bianco) www.policyanalisysmarket.org riservato a selezionati guru dell'economia, ai migliori studenti di statistica, e agli operatori di Borsa.
Quando l'operazione ha cominciato a diventare di pubblico dominio, un senatore e un deputato dei democratici, Byron Dorgan e Ron Wyden hanno fatto scoppiare il bubbone delle polemiche. Come si può scommettere su guerra e terrore da un punto di vista etico? Con quale pelo sullo stomaco? È questo che si sono chiesti i due esponenti di partito che hanno sottolineato anche le possibili infiltrazioni nel sistema proprio da parte dei terroristi. Esperti del terrore pronti a sviare le previsioni o a guadagnare in prima persona sui gesti criminali da loro stessi compiuti.
Il caso è finito sui giornali di tutto il mondo. Tanto rumore, tante polemiche e il sito ha dovuto chiudere i battenti, almeno nella sua forma pubblica. L'America dai falsi scoop sui giornali, dei finti dossier sull'Iraq e di Monica Lewinsky ha preferito la comoda soluzione moralizzatrice piuttosto che farsi un esame di coscienza più profondo. Eppure non sarebbe bastato scavare così tanto per capire che l'analisi dei rischi politici da un punto di vista finanziario è una pratica comune da parte dei servizi segreti di tutto il mondo. Per riconoscere, poi, che grandi matematici e fisici come Fischer Black o studiosi di finanza come Hayne Leland hanno elaborato già trent'anni fa i primi modelli di previsione degli eventi politici e delle catastrofi in relazione all'andamento dei mercati. E che, forse, il problema sta a un po' più a monte. Prevedere un attentato terroristico in riferimento all'economia potrà essere anche immorale, ma fare una guerra in nome del terrorismo senza precisarne gli interessi di natura finanziaria, forse lo è un pochino di più.
3
agosto
2003
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