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Il servizio civile si tinge di rosa Grosse novità interessano migliaia di persone che vedono nell'impegno sociale un modo per fare qualcosa di utile e per maturare esperienza
Silenziosamente sta avvenendo una rivoluzione nell'ambito del servizio civile. Nato come forma alternativa al servizio militare, per chi praticava l'obiezione di coscienza, si è trasformato, nel tempo, in una risorsa sociale di indubbia importanza: un gran numero di enti ha potuto portare avanti parte dei loro progetti potendo far conto su un "esercito" di volontari. In relazione alle trasformazioni in corso, News2000 ha potuto intervistare l'on. Massimo Palombi, direttore dell'ufficio nazionale per il servizio civile.
Come evolve il servizio civile? Finora il Servizio Civile in Italia è sempre stato "intrecciato" con l'obiezione di coscienza. La sospensione della leva obbligatoria nel 2005, farà cadere i presupposti per l'obiezione e scioglierà questo "intreccio" consentendo ai giovani di essere avviati al Servizio Civile per scelta anziché per obbligo. La scelta di contribuire alla costruzione di una società solidale e pacifica. Per il Servizio Civile questa nuova fase è al contempo una sfida e un obiettivo: riuscire a sostituire l'esercito dei 60 mila obiettori (tanti sono stati nel 2001) con uno formato da 60 mila volontari.
Coinvolgendo chi, in questo obiettivo? Le ragazze italiane. Sono l'interlocutore scelto già dal dicembre dello scorso anno per la nostra sfida. Per l'ultimo bando, scaduto l'11 novembre scorso, possiamo prevedere che per gli 8.147 posti a disposizione la risposta arriverà a coprire il 75% della disponibilità, una percentuale superiore del 25% rispetto alla media dei primi tre bandi. Questo vuol dire che ci sono grandi potenzialità se le amministrazioni locali e le associazioni di volontariato saranno in grado di offrire opportunità nuove, elaborate e mirate per le ragazze. Servono progetti che invoglino le giovani a dedicare un anno della loro vita ad un servizio di impegno civico che deve essere anche un'esperienza di crescita umana e professionale.
Qual è l'iter che deve seguire la ragazza che decide di avviarsi al Servizio Civile? Periodicamente l'Ufficio Nazionale emana una serie di bandi per mettere a concorso i posti nei progetti di Servizio Civile presentati dagli enti, dalle organizzazioni e dalle amministrazioni pubbliche e private che intendono impiegare i volontari. Gli interessati presentano la domanda di ammissione e, dopo aver sostenuto un colloquio presso l'ente prescelto, se vengono accettati, sono avviati al Servizio Civile che può essere svolto anche all'estero.
Quali saranno le novità presenti nel prossimo bando? Ho firmato proprio in questi giorni la nuova circolare che fissa il primo termine di scadenza per la presentazione dei progetti da parte degli enti pubblici e privati entro il 31 gennaio 2003. E' una circolare ricca di novità. Anzitutto c'è l'istituzione dell'albo provvisorio degli enti accreditati presso il nostro Ufficio. Quest'albo permetterà di avere un monitoraggio e un coordinamento costante delle iniziative promosse, ma anche di verificare se gli enti che presentano i progetti hanno i requisiti richiesti. Abbiamo, inoltre, definito l'orario minimo settimanale per i volontari in servizio in 25 ore "lavorative".
Come in tutte le sfide, anche per il Servizio Civile volontario ci saranno dei rischi... L'unico rischio è quello di non riuscire a trovare abbastanza giovani per costituire l'esercito dei 60 mila volontari. Ma un sondaggio commissionato dal nostro Ufficio su tremila donne italiane tra i 18 e i 26 anni ha rivelato che abbiamo a disposizione un potenziale bacino di utenza di circa 300 mila ragazze che si sono dichiarate molto interessate all'opportunità offerta dal Servizio Civile.
15
dicembre
2002
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