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Internet e minori, convivenza possibile

Nuove proposte di legge per rendere la rete a prova di bambini: tutela o censura?

Si torna a parlare di leggi più restrittive per il controllo di internet, dopo la recente operazione di polizia contro la pedofilia online che ha portato a 78 indagati. L'aria da caccia alle streghe ritorna ciclicamente ogni volta che il problema si ripresenta. E le accuse alla rete solitamente sono una conseguenza alle operazioni di polizia. Sono ferme alla Camera due proposte di legge che nelle intenzioni vogliono tutelare i minori e che nella sostanza rischiano di censurare internet e di punire i provider.

La prima proposta è stata presentata il 30 agosto 2002, la seconda è dell'8 ottobre 2002 e per il momento non sono diventate ancora leggi. Fra i firmatari ci sono i nomi di deputati di centrodestra e di centrosinistra. Proposte trasversali che il giornalista Luca Sofri nel suo weblog Wittgenstein.it ha definito "un assoluto delirio" e piene "di assolute stupidaggini".

L'iniziativa dei deputati numero 3122 dal titolo "norme per la protezione dei minori che utilizzano la rete" si pone l'obiettivo di mettere un controllo e una regolamentazione a quanto viene pubblicato in rete. E già qui si capisce come gli onorevoli firmatari probabilmente non abbiano capito fino in fondo che cosa sia la rete. Ma non solo: gli imputati del web diventano i provider che, nel caso le proposte diventino legge, rischieranno moltissimo. I cinque articoli della legge prevedono l'obbligo dei provider di dotarsi di sistemi di filtri per consentire ai minori una navigazione protetta, non considerando il fatto che molti internet provider già oggi offrono ai cybernauti questa possibilità. Per i provider inoltre viene previsto nella fattispecie (ovvero con la diffusione di materiale pedopornografico) il reato di connivenza. Per questo reato non sarebbero previsti – nel caso la legge venisse approvata – sconti di pena e riti abbreviati in caso di condanna.

La seconda proposta è la 3235 e vuole stabilire "norme per favorire una corretta utilizzazione della rete internet da parte dei minori e l'introduzione dell'articolo 528-bis del codice penale concernente la pubblicazione di materiale osceno anche per via telematica". Secondo quanto scrivono i deputati inoltre le due leggi avrebbero carattere di urgenza dato che entrerebbero in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Certo, a quei provider che rispetteranno le nuove norme saranno concessi sgravi fiscali.

Se, da una parte, i politici non hanno probabilmente compreso che il controllo e la regolamentazione della rete non sono applicabili per la natura stessa della rete, d'altro canto i sistemi informatici proposti sono interessanti. Si tratta del sistema Childkey dell'italianissima fondazione (la sede è a Brescia) Safety world wide web (vedi box a lato) che prevede sostanzialmente una connessione a internet, dotata di username e password per consentire al minore di navigare soltanto attraverso siti sicuri.

Come funziona? Si tratta di un sistema che attiva filtri dinamici antipornografia e antipedofilia quando un minore entra in internet. «Con le nostre tecnologie - spiega FeliceVinati della società onlus Safety world wide web - innanzitutto viene notificata alla rete la presenza di un minore. Nasce così un sistema anti-adescamento, viene impedito a quel minore che vengano distribuiti in rete i dati relativi all'identità del minore. Il nostro sistema non è bypassabile. Noi riusciamo a identificare anche gli anonymizer. Il genitore può collegarsi via web al sito del provider e istruirlo su una serie di parametri: quanto vuole che il bambino resti connesso, a quali siti e inoltre può vedere i registri di navigazione del figlio. Uno strumento di aiuto tecnico. L'Italia sarebbe la prima a tutelare i minori in questo modo. Inoltre sia i provider, sia i motori di ricerca sono messi in grado di interagire col sistema a costo zero. Ma evidentemente i provider hanno paura di un'eccessiva responsabilizzazione».

Nelle proposte di legge però non sono citati i rimedi già esistenti per la navigazione sicura dei minori quali le restrizioni di accesso presenti in quasi tutti i browser e soprattutto una delle tutele più efficaci: la navigazione controllata dalla presenza di un adulto.

18  febbraio  2003

  Daniele Passanante
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Web sicuro
La proposta di legge prende spunto da un'iniziativa già sperimentata sul web. Spiega il sistema Childkey Felice Vinati, della fondazione Safety world wide web, con personalità giuridica onlus: «Vogliamo dare uno strumento ai genitori. Personalmente sono un anarchico della rete e credo nella libertà sul web, ma sono convinto che i minori vadano tutelati. Per questo motivo è stata creata questa nuova tecnologia che si basa su un principio molto banale. Si parlava di tutela del minore ma non si sapeva quando il minore entrasse in rete. Abbiamo creato così degli autentificatori per provider: niente da installare sui computer degli utenti finali, ma un software per i server dei fornitori di accesso».
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