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La democrazia fa bene
alla salute

A stabilirlo è stato uno studio condotto da Carlos Alvarez-Dardet dell'Universidad de Alicante e pubblicato sul British Medical Journal

Democrazia e salute: un connubio perfetto. A suffragare l'insolito abbinamento non è la fantasia di qualche mente poco funzionale. Affatto. Lo rivela uno studio pubblicato recentemente sul British Medical Journal. I dati forniti dalla ricerca sono eloquenti: chi vive in un paese democratico sta meglio rispetto a chi deve sopportare un regime oppressivo. Insomma più parlamento e meno visite dal medico. E in tempo di crisi e di pochi soldi in circolazione l'argomento è di peso.

Sembrerebbe proprio di sì. La ricchezza generale, i livelli di disparità sociale ed economica, la dimensione del settore pubblico, sono tutti fattori che influiscono direttamente sul benessere delle persone e quindi indirettamente la loro salute. Condotta su una giovane democrazia, quella spagnola, da Carlos Alvarez-Dardet dell'Università di Alicante, la ricerca è arrivata a queste conclusioni. Che si vive meglio in democrazia è cosa nota, ma che la salute ne uscisse incrementata era una tesi ancora tutta da provare.

Come ha proceduto lo studioso? Semplice: ha confrontato i dati dell'aspettativa di vita e mortalità materno/infantile di ben 170 Paesi, corrispondenti al 98 per cento della popolazione mondiale, con i rating di libertà che vengono resi pubblici. Ne usciva una fotografia del mondo abbastanza dettagliata: il 45 per cento dei Paesi aveva un governo democratico, il 32 per cento soffriva di una limitazione parziale delle libertà e il 24 per cento era "ostaggio"di qualche regime dittatoriale. Ma non solo. Dal quadro emergeva una relazione tra il tasso di libertà di un paese e quello di mortalità. Anche se i meccanismi che relazionano la democrazia con un miglior stato di salute sono complessi e ancora da chiarire.

L'équipe di Alvarez-Dardet ha ipotizzato che vi siano alcuni punti che potrebbero spiegare questa fruttifera associazione. Il primo sarebbe che la democrazia favorisce la creazione di "reti sociali" e di gruppi di pressione capaci di fare imprimere alla politica sanitaria di un governo o alle industrie farmaceutiche una determinata direzione. Inoltre, nei paesi democratici vi è un più facile accesso alle informazioni e il governo si mostra generalmente più attento nel riconoscere e soddisfare le esigenze della popolazione.

1  gennaio  2005

  Michel Paganini
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