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Iraq, si gira

Hollywood scende in campo e la battaglia di Falluja diventa un film. Con Harrison Ford

L'inizio delle riprese è previsto per il prossimo anno, ma il film non sarà nelle sale prima del 2006. A fare da autorevole padrino a quel che a Hollywood definiscono «il battesimo cinematografico dell'Iraq 2» sarà il 63enne Harrison Ford. Messo in pensione Indiana Jones, l'attore interpreterà il ruolo del generale Jim Mattis. Il titolo definitivo del film ancora non c'è, ma la pellicola racconterà la battaglia di Falluja, così come è stata descritta nel libro, in uscita a maggio negli Usa, "No true glory: the battle for Falluja". Autore: Bing West, ex marine in Vietnam, ex vice ministro alla Difesa nell'amministrazione Reagan, oggi corrispondente di guerra.

Le scene iniziali partono da quel massacro che sconvolse gli Stati Uniti, dalla morte di quei quattro civili americani che furono trucidati e dilaniati da una folla impazzita, carbonizzati ed esibiti come trofei legati a un ponte sull'Eufrate. A quell'azione seguì la decisione di sferrare un'offensiva militare. Il primo assalto, poi interrotto per ordine della Casa Bianca, fu guidato, appunto, dal generale Mattis/Ford. Sei mesi dopo, alla vigilia delle presidenziali americane, i marines attaccarono Falluja per la seconda volta, riuscendo nell'impresa di occupare la città. Nelle due offensive morì un'ottantina di marine, mentre le vittime tra i civili e i guerriglieri iracheni furono valutate in 800 ad aprile, durante il primo attacco, e mille a novembre.

Chi spera che la pellicola possa mostrare gli orrori della guerra incarnando quello spirito anti-bellico così caro alle star di Hollywood, e allo stesso Harrison Ford, rimarrà deluso. Stando alle anticipazioni formite da alcuni giornali americani, il film promette di raccontare la guerra «dal punto di vista dei soldati e dei politici americani», ignorando del tutto o quasi il massacro dei civili iracheni. Le recenti dichiarazioni dell'autore del libro/copione, d'altra parte, non lasciano spazio a dubbi: «Se all'America serve che sia fatto un lavoro pesante, quel lavoro lo fanno i marine, che non perdono la loro umanità per questo, né perdono il sonno se devono premere il grilletto. Loro sono la più letale arma di distruzione del mondo. All'America serve questo in battaglia».

28  dicembre  2004

  Giorgia Camandona
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Il dilemma di Harry
Pacifista, sostenitore del partito Democratico, da sempre oppositore di George W. Bush e della sua politica, Harrison Ford si ritroverà a fare la parte del protagonista in una pellicola che certo non rispecchia i suoi ideali. «Sono molto turbato dalla piega che sta prendendo la politica estera americana - aveva detto l'attore nella sua ultima trasferta europea -. Noi americani dobbiamo fare qualcosa per alleviare le condizioni che hanno creato un Medio Oriente che ci odia». Come concilierà le dichiarazioni di allora con gli intenti bellico-celebrativi del film?
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