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In fila per tre per il copyright

Le lobby contro la pirateria e per il software proprietario lanciano una campagna di sensibilizzazione rivolta alle scuole. Da una parte reprimono (la tassa sui cd è un esempio) e dall'altra cercano di evangelizzare i giovani

Copyright angel, l'angelo del copyright, arriverà nelle scuole italiane per educare gli studenti al valore della proprietà intellettuale. La campagna "Copy or love", messa in piedi dalle lobby antipirateria (Bsa, Fapav e Fpm) e appoggiata direttamente dal ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (Miur) oltre che dai discografici italiani della Fimi, cercherà di fare capire agli studenti che è illegale scaricare gratuitamente da internet musica in formato mp3 grazie ai programmi di file sharing. In soldoni, secondo i paladini del copyright, la musica va acquistata perché per produrla, stamparla su cd e distribuirla si investe molto denaro.

La scuola italiana, oggi connessa in banda larga sull'85% del territorio, conta mezzo milione di personal computer, come ha spiegato Alessandro Musumeci, direttore generale del servizio sistemi informativi del Miur. Si tratta quindi di un terreno potenzialmente fertile per la pirateria. I software di file sharing hanno infatti tolto alle casse dei discografici molti guadagni, stroncando sul nascere il mercato dei cd singoli: circa il 35% del mercato musicale, con 80 milioni di euro persi negli ultimi 3 anni. Se un cd singolo (che contiene 2 o 3 brani e altri contenuti) costa 4-5 euro ora i discografici si trovano di fronte a una dura realtà: il mercato legale della musica online ha legittimato la riduzione dei prezzi, perché ogni brano acquistato legalmente su internet costa dai 60 ai 99 centesimi di euro. Segno probabilmente che il prezzo dei cd singoli era davvero troppo alto.

In tutta Italia, spiegano dalla Federazione contro la pirateria musicale, la percentuale della musica taroccata arriva al 49%: al Sud prevale una pirateria più tradizionale, fatta di cd masterizzati in serie, al Nord la banda larga ha dato nuova linfa alla pirateria online. Sono 4 milioni gli italiani che scaricano illegalmente musica, mentre alcune stime internazionali parlano di 800 milioni di file distribuiti attraverso il P2P. A chi accusa i discografici di non diminuire il prezzo dei compact disc musicali, replica nel ruolo della vittima Luca Vespignani, segretario generale di Fpm: «Il margine lordo di una casa discografica è del 5%: 20 euro non sono così tanti se si paragona l'acquisto di altri beni di consumo. E poi l'Iva è al 20% mentre per i libri è al 4%, un cd è considerato un bene di lusso. Una soluzione potrebbe essere quella di abbassare l'Iva». La pirateria danneggia quindi anche lo Stato per i mancati incassi dell'Iva che ammontano a 1 miliardo e mezzo di euro.

A difendere i venditori e i loro incassi ci pensa invece Luciano Daffarra, segretario generale Fapav: «Il margine del venditore non è così elevato se si pensa che il concorrente principale è l'extracomunitario che vende cd taroccati proprio davanti al suo negozio». Argomentazioni senza dubbio interessanti. E allora perché punire i cittadini onesti che utilizzano supporti di masterizzazione a scopo privato con una tassa discutibile, l'aumento dei prezzi dei cd vergini deciso in sede europea un anno fa? «Il supporto di masterizzazione può essere utilizzato per più scopi - spiega Daffarra -, ma si calcola l'incidenza dell'utilizzo più diffuso: il 45% dei cd vergini venduti in Germania (non in Italia) è utilizzato per pirateria. Il 55% riguarda altri usi, soprattutto la copia privata di un cd originale consentita dalla legge; una percentuale davvero ridotta riguarda invece la masterizzazione di file privati come le fotografie digitali delle vacanze». Questa la giustificazione di Fapav per l'aumento dei prezzi, che rispetto a quando la legge europea non era in vigore sono aumentati di almeno 4 volte. Prima si potevano trovare in un supermercato cofanetti da 50 cd a 15 euro, oggi sono praticamente introvabili. La quantità massima acquistabile è di 25 cd a non meno di 30 euro. In pratica è stato distrutto il mercato legale dei supporti ottici che in Italia è diminuito del 50%. Ma non solo: «Stanno arrivando - si lascia scappare Daffarra - decine milioni di supporti ottici di contrabbando dai Paesi dell'oriente». Dunque la tassa sui cd vergini non solo è stata inutile perché le grandi organizzazioni di pirateria non sono state danneggiate, ma ha prodotto anche il fenomeno del contrabbando.

Tornando alla campagna per le scuole, sembra quindi poco obiettivo il clima in cui si terranno i corsi di sensibilizzazione. Quella del copyright è una lobby che da una parte usa tutti i mezzi che ha a disposizione in sede politica per fare approvare leggi repressive come la Urbani e per fare applicare tasse discutibili e poco liberali come quella sui cd, e dall'altra cerca di proporsi come educatore per i giovani.

3  dicembre  2004

  Daniele Passanante
  dalla rete
Bsa Business software alliance
Fapav Federazione anti-pirateria audiovisiva
Fpm Federazione contro la pirateria musicale

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Non solo copyrightal Miur
Il ministero dell'Istruzione ha promosso l'iniziativa "Copy or love" per la salvaguardia del software proprietario e della proprietà intellettuale, ma parallelamente ha appoggiato iniziative legate al mondo dell'open source e del copyleft come alternativa altrettanto valida. «Abbiamo attivato iniziative similari in tremila scuole che usano Star Office e Open Office. Cerchiamo di rafforzare anche questa linea per dare maggiori e più ampi strumenti didattici» ha spiegato Alessandro Musumeci, direttore generale del servizio sistemi informativi del Miur.
Critiche da Cortiana
«Fare una campagna contro la pirateria nelle scuole, come quella del ministero dell'Istruzione, è utile, ma farla solo con i detentori di prodotti proprietari e coperti dalle forme più vecchie del diritto d'autore è poco innovativo. Esistono licenze e prodotti, non rappresentati da Bsa, Fpm e Fapav, come il software libero e le licenze creative commons, che non è vietato copiare, ma anzi è meritorio e legale copiare. Spero che i testimonial raccontino anche questa faccia della realtà, anche se ne dubito», ha dichiarato il senatore Fiorello Cortiana, presidente dell'Intergruppo bicamerale per l'Innovazione Tecnologica.
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