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Il lato glamour della convention repubblicana

Feste, cene, buste colme di gadget, strizzacervelli, vip e show di Broadway con lo sconto

I manifestanti in strada si sgolano per proclamare il loro scontento a George W. Bush mentre i repubblicani incassano contanti, organizzano feste da mille e una notte, distribuiscono borsoni colmi di gadget griffati con l'elefantino, allestiscono punti per l'assistenza e il conforto dei delegati stressati dal caos della Grande Mela. Il comitato organizzatore ha raccolto oltre 64 milioni di dollari soltanto di contributi privati, ma la cifra è destinata a salire parecchio, visto che sono ancora una dozzina o poco più i milionari che hanno annunciato di voler firmare corposi assegni e oltre 65 le grandi e grandissime aziende che hanno messo in piedi party per racimolare spiccioli e fare pressioni sui senatori repubblicani e il presidente in carica.

Al di là delle chiacchiere politiche, della scontatissima nomina ufficiale di Bush a candidato repubblicano alle prossime presidenziali, c'è tutto un mondo di delegati e invitati vari che a New York c'è andato (soprattutto) per divertirsi. A partire dalle due figlie ventiduenni del Presidente, le gemelle Jenna e Barbara Bush, che sin dalla scorsa settimana hanno folleggiato per la città saltellando da un party a un altro e costringendo le loro guardie del corpo a stare in piedi fino all'alba al loro inseguimento. Le due fanciulle, che non disdegnano l'alcol e che pare abbiano frequentato festini in cui girava anche un po' di fumo, avranno il compito di conquistare l'elettorato giovane. I promotori della convention, dal canto loro, le hanno tentate tutte pur di far arrivare a New York le star hollywoodiane, che però sono storicamente democratiche. Bruce Willis è impegnato, Charlton Heston pure, Ricky Martin e Mel Gibson hanno addotto giustificazioni, mentre Britney Spears era pronta a far cantare la platea repubblicana, ma pare che alcuni tra i più anziani delegati abbiano protestato talmente tanto all'idea che la "signorina ombelico" li intrattenesse, che la sua performance è stata cancellata. Motivo di tanta indignazione: il bacio scambiato con Madonna agli Mtv Award. In compenso ci sarà Arnold Schwarzenegger, che visiterà una scuola ad Harlem, organizzerà una serata di gala niente meno che al suo locale, il Planet Hollywood, e che intende andare a salutare i pompieri newyorchesi, eroi dell'11 settembre, insieme al presidente Bush. Forse Jessica Simpson farà una scappatina.

I delegati, dal canto loro, non avranno che l'imbarazzo della scelta. Al loro arrivo a New York hanno ricevuto un carnet con buoni sconto di vario genere, tra cui alcuni che consentono di prenotare le migliori poltrone per gli show di Broadway a prezzi stracciati. Nelle camere d'albergo hanno trovato una borsa piena di gadget, compresa una confezione di maccheroni al formaggio a cottura istantanea. Al Madison Square Garden, dove ha luogo la convention, ci sono ad attenderli gli psicologi del St. Vincent Catholic Medical Center, pronti ad assisterli in caso di stress. La maggior parte di loro, infatti, proviene da aree rurali e l'impatto con una grande città potrebbe essere come minimo disorientante. Coloro che troveranno il tempo, potranno partecipare a uno dei tanti party organizzati dalle grandi aziende. La Pepsi Cola ha distribuito centinaia di inviti per una serata al Metropolitan Museum, di fronte al tempio egizio di Dendur. La Pfizer (produttrice del Viagra) accoglierà l'ex sindaco di NY Rudolph Giuliani, e i suoi ospiti, alla Rainbow Room, noto ristorante con vista panoramica e mozzafiato in cima al Rockefeller Center. La General Motors pagherà il conto della cena al Tavern on the green, ristorante nel cuore di Central Park, mentre Cartier offrirà drink e salatini nel suo negozio sulla Quinta Strada. Se non bastasse, seguiranno altri festini firmati Visa, Mastercard, Microsoft, Verizon e serate di vario genere organizzate dalle lobby delle armi e dell'energia.

Sul palco si alterneranno senatori e governatori più o meno famosi, mentre cinque giovani e belle CJ (neologismo per convention deejay) allieteranno il pubblico tra un intervento e l'altro con musiche e sorrisi. E quando giovedì, in chiusura, Bush si paleserà, sarà pronta per lui una lunga passerella che lo porterà nel cuore della platea dove, con i piedi poggiati sul simbolo presidenziale, pronuncerà il suo discorso, dopo aver stretto centinaia di mani. Sulla tua testa pioveranno oltre 120mila palloncini bianchi, rossi e blu, tutti gonfiati dagli innocenti polmoni di 200 bambini delle scuole di New York.

31  agosto  2004

  Giorgia Camandona
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Moore ce l'ha fatta
Michael Moore, il regista americano che ha incassato 118 milioni di dollari con il suo film anti-Bush, "Fahrenheit 9/11", il Nanni Moretti americano (o Mooretti), ce l'ha fatta: è riuscito a ottenere un pass per poter entrare alla convention dei repubblicani. Il quotidiano popolare Usa Today ha chiesto a Moore di scrivere un articolo per ognuno dei quattro giorni del congresso e così gli organizzatori sono stati costretti ad accreditarlo e a inserirlo tra le liste dei giornalisti. Moore potrà, in teoria, gironzolare indisturbato tra gli spalti del Madison Square Garden, ma secondo il Daily News farà meglio a stare attento: più di un repubblicano spera di poterlo incontrare per prenderlo a pugni.
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