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Cinema d'estate?
Il prezzo è politico

Dal 15 luglio al 19 agosto guardare un film in una sala costerà 4 euro grazie ai finanziamenti statali di 400mila euro

Per salvare il cinema dall'agonia estiva in cui ricade puntualmente ogni anno, arriva un contributo pubblico di 400 mila euro. Finanzierà una campagna di informazione per favorire la frequenza nelle sale cinematografiche durante i mesi caldi. La campagna parte l'8 luglio ed è accompagnata da un'iniziativa promozionale che prevede la vendita dei biglietti dei cinema a 4 euro tutti i giovedì dal 15 luglio al 19 agosto. La notizia è stata data nell'ambito della della XXVII edizione delle Giornate professionali del cinema (erano in 1600 tra esercenti, distributori, operatori del cinema, attori e giornalisti) al convegno "Per una migliore promozione del cinema". «Il finanziamento a questa campagna - spiega Gaetano Blandini, nuovo direttore generale per il cinema del ministero per i Beni e le Attività culturali - sarà rinnovato per il prossimo triennio. Ma ogni iniziativa promozionale non è sufficiente in assenza di prodotto di buona qualità. Pertanto - continua - stiamo lavorando come ministero, insieme alle rappresentanze dell'industria cinematografica per ottenere una costante crescita qualitativa dell'offerta».

Il cinema italiano continua a fare la vittima con la storia che l'industria cinematografica in Italia è a rischio, che il pericolo viene dalla solita pirateria informatica. E ogni volta si consuma il teatrino delle cifre: secondo stime a ribasso, i pirati avrebbero fatturato 280 milioni di euro nel 2003. Nei primi 4 mesi del 2004 sono state oltre 50 mila le violazioni del diritto d'autore, un trend che potrebbe avere tassi di crescita esponenziali. Un leit motiv che a Genova ha caratterizzato il convegno "Pirateria Audiovisiva - problemi e prospettive nell'era digitale". Tutti d'accordo gli addetti ai lavori sulla necessità di arginare un fenomeno difficile da contrastare, a partire da Luciano Daffarra, segretario generale Fapav (Federazione anti-pirateria audiovisiva). Anche Walter Vacchino, presidente Anem (Associazione esercenti sale cinematografica), è sulla stessa lunghezza d'onda e per di più manifesta preoccupazione sulla revisione della legge Urbani contro la pirateria (n. 128/2004), come sostengono i "cinematografari", "ha svolto un ruolo positivo e rischia di essere stravolta in quanto deterrente alla deregulation del mercato di settore".

Al convegno di Genova non sono quindi mancati i dati (anche se limitati ad appena tre mesi) sulla presunta positività della legge. Più che una legge si tratterebbe di un vero miracolo: gli scambi di film sarebbero infatti scesi del 60-70%. Lo ha annunciato la Federazione contro la pirateria dell'audiovisivo (Fapav). «Dopo l'uscita del decreto sulla Gazzetta ufficiale gli scambi sono diminuiti - ha continuato Daffarra -, ma il nostro timore è che il disegno di legge del senatore Asciutti (Forza Italia), presentato prima del decreto Urbani, possa stravolgere la legge stessa». Secondo i dati della Fapav, lo scambio illegale di prodotti cinematografici su internet risulta in costante aumento. Leggermente diversi i dati presentati dal consigliere Mario Luigi Torsello, capo dell'ufficio legislativo del ministero della Cultura: , secondo cui dall'uscita del decreto, il 70% degli utenti internet ha acquisito consapevolezza delle violazioni operate per mezzo della tecnologia "peer to peer": «Abbiamo registrato - spiega Torsello - un calo del 25% di questa pratica». Come avranno fattoa tirar fuori i dati? Echelon, la Cia, i servizi segreti? Chissà. Non sono mancati i soliti luoghi comuni secondo cui "internet non è un Far West" e "non si possono violare interessi garantiti e costituzionalmente riconosciuti come quelli del diritto d'autore".

Da parte della Siae la solita ottusità, il solito terrorismo psicologico, la solita scarsa lungimiranza. Secondo il direttore del servizio antipirateria della Siae, Vito Alfano: «Il giorno che tutti potranno avere un computer, un collegamento a certi siti per vedersi il film a casa, nessuno andrà più al cinema». Certi siti? Ma hanno idea dalla Siae che cosa sia un programma P2P? Su una cosa hanno ragione: nessuno andrà più al cinema, se il prezzo dei biglietti, dopo la campagna estiva a 4 euro continuerà ad aumentare...

4  luglio  2004

  Daniele Passanante
  dalla rete
BeniCulturali.it Il sito del ministero
Attori a peso d'oro Le star italiane pagate meglio
Cinecittà La holding del cinema italiano

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Allarme crescita zero
Il mercato cinematografico italiano non cresce. L'allarme arriva dal presidente dell'Anec Walter Vacchino, in occasione della presentazione - alle Giornate professionali di cinema - della ricerca "Atteggiamento degli italiani nei confronti del prodotto-cinema e modalità di fruizione dello stesso" curata da Luciano Russi della Sapienza. «Lo scorso anno abbiamo registrato un calo di 5 milioni di spettatori e si è passato dai 110 milioni del 2002 ai 105 milioni del 2003» spiega ancora Vacchino. In base ai dati resi noti il pubblico cinematografico si divide in "spettatori reali" (47%) e "spettatori potenziali"
(52,7%). «E su questi ultimi che dobbiamo puntare - dice il presidente dell'Anec -. Dobbiamo riportare al cinema gli spettatori che frequentano poco le sale, portare quelli che non ci sono mai andati e fidelizzare quelli che già ci vanno».
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